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Corriere della Sera Rassegna Stampa
19.04.2017 Lo Stato islamico attacca il monastero di Santa Caterina nel Sinai
Cronaca di Davide Frattini

Testata: Corriere della Sera
Data: 19 aprile 2017
Pagina: 6
Autore: Davide Frattini
Titolo: «L'Isis attacca il monastero di Santa Caterina»

Riprendiamo dal CORRIERE DELLA SERA di oggi, 19/04/2017, a pag. 6, con il titolo "L'Isis attacca il monastero di Santa Caterina", la cronaca di Davide Frattini.

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Il monastero di Santa Caterina

È uno dei monasteri cristiani più antichi, in una valle desertica sacra pure ai musulmani, in mezzo a quello che gli storici egiziani chiamano lo «scatolone di sabbia». Che continua a eruttare pietre e violenza, anche se il presidente Abdel Fattah al Sisi vuole riportare l’ordine nella penisola del Sinai. I suoi sceriffi piazzano posti di blocco da nord a sud, dalle montagne dominate dai beduini e dai gruppi che hanno giurato fedeltà allo Stato Islamico al Mar Rosso con i villaggi di pescatori trasformati in resort turistici. Dopo gli attentati contro i cristiani copti — una quarantina di morti mentre si celebrava la domenica delle Palme — e a pochi giorni dalla visita del Papa la protezione era aumentata. Anche davanti al monastero di Santa Caterina, che del Sinai è una delle attrazioni più conosciute. Gli assalitori hanno colpito nella notte, un poliziotto è stato ucciso, altri quattro feriti. Proteggevano il luogo sacro e la speranza dell’Egitto di continuare ad attirare viaggiatori stranieri.

L’intelligence israeliana aveva mantenuto alto il livello di allerta e la frontiera era rimasta chiusa. Nella notte l’Isis ha rivendicato l’attacco. Il Sinai collega due continenti, l’Africa e l’Asia, e si estende per 61 mila chilometri quadrati, due volte la valle e il delta del Nilo messi insieme, tre volte Israele e duecento la Striscia di Gaza. Con tutti e tre confina, a tutti e tre ha creato problemi. Benjamin Netanyahu, il premier israeliano, lo definisce «il Far West sul nostro fronte Sud» e per evitare che la violenza tracimi collabora con il governo di Al Sisi. La penisola è rimasta fuori controllo per troppi decenni, i clan tribali che spadroneggiano sui «cammelli di acciaio» — i pick-up armati di mitragliatrici — sono tentati dalle dottrine oltranziste dei fondamentalisti e dalla sfida militare con il governo del Cairo. Le battaglie e gli scontri più pesanti sono di solito combattuti più a nord, nella zona di El Arish. Per un paio di anni l’esercito è riuscito a contenere l’offensiva verso il Mar Rosso e gli obiettivi più riconosciuti come il monastero dedicato a Santa Caterina d’Alessandria.

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