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Corriere della Sera Rassegna Stampa
28.04.2016 Israele mosaico colorato
Commento di Michele De Feudis

Testata: Corriere della Sera
Data: 28 aprile 2016
Pagina: 7
Autore: Michele De Feudis
Titolo: «Il mosaico di Israele oltre gli stereotipi della paura»

Riprendiamo dal CORRIERE del MEZZOGIORNO - BARI di oggi, 28/04/2016, a pag. 7, con il titolo "Il mosaico di Israele oltre gli stereotipi della paura", il commento di Michele De Feudis.

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Gerusalemme

«Andare a Tel Aviv è la migliore risposta alla paura e a chi dall’Europa vorrebbe isolare Israele, per sempre»: Pierluigi Battista, editorialista del Corriere della Sera , ha così sintetizzato il senso di un percorso di conoscenza e sensibilizzazione verso Israele e la sua cultura. L’ultima tappa del progetto «Da Sud a Sud», nell’atrio di Palazzo Diana, è stata un riuscito mosaico di arte, video, musica, letteratura, storia e geopolitica. Maddalena Tulanti, introducendo la serata, ha spiegato che «non c’è Mediterraneo senza Tel Aviv» e questa traccia si è sublimata nel messaggio di Piergaetano Marchetti, presidente della Fondazione Corriere della Sera e della Fondazione Italia-Israele per la cultura e le arti: «Le geografie contemporanee, che la globalizzazione dovrebbe avvicinare, rimangono estranee all’informazione quotidiana: per questo diventa essenziale promuovere iniziative nel campo delle attività umanistiche che rinsaldino i rapporti tra Italia e Israele».

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Tel Aviv

Marchetti ha inoltre ricordato come modello di dialogo la mostra «Botticelli in Israele», con l’esposizione nel museo di Gerusalemme dell’Annunciazione di San Martino. «A Tel Aviv la sabbia è dappertutto. Assesta le fondamenta delle case. La sabbia sta lì. Città aperta quasi per scommessa»: la lettura dell’attrice Daniela Baldassarra di un brano tratto da Tel Aviv di Elena Loewenthal e delle poesie di Yehudi Amichai, selezionate da Emanuela Angiuli, ha illustrato il paesaggio della capitale israeliana, mentre Luigi De Santis, costruttore, unico console israeliano in Italia, ha invitato a salire «sul primo volo per Israele, alla scoperta di un paese straordinario».

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Pierluigi Battista

Prima di addentrarsi nella modernità tecnologica della città, c’è stato un interludio di musica e danza popolare israeliana inscenata dal maestro Spartaco Catacchio. «L’eccellenza israeliana? La capacità di costruire dove non c’era nulla, credendo nel futuro attraverso l’innovazione, moltiplicando il valore»: con un video da Lubiana, il giovane imprenditore barese Nicholas Caporusso, vincitore del premio startup dell’ambasciata d’Israele, ha indicato le peculiarità del rapporto con la modernità di una città all’avanguardia nel mondo.

Il dialogo tra il maestro Emanuele Arciuli e il sociologo Pietro Polieri ha toccato il confine tra identità e/o musica israeliana. Per Polieri, rifacendosi a Gilles Deleuze, «i popoli nomadi non hanno una storia ma una geografia, e su questa base si scioglie la musica di Israele. Il popolo così non coincide mai con se stesso, allineato ad una schizofrenia identitaria». La posa dei semi di rinascita nelle buche da cui sono state espiantate le mine da soldati specializzati è la folgorazione contenuta in Seeds , il video dell’artista Shahar Marcus, introdotto da Marilena Di Tursi. Infine Pierluigi Battista ha invitato a guardare a Tel Aviv liberi di «respirare libertà» nelle librerie «piene anche di libri antisionismo», nelle università «dove è presente un forte dissenso verso il potere» e nei giornali pieni di autentico vitalismo.

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