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Giorgia Greco
Libri & Recensioni
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Luca Fenoglio, Angelo Donati e la 'questione ebraica' nella Francia occupata dall’esercito italiano 11/11/2013

Angelo Donati
e la «questione ebraica» nella Francia
occupata dall’esercito italiano                                    Luca Fenoglio
Silvio Zamorani Editore                                                          euro 28
 

Nel dicembre 1942, nella Francia meridionale occupata dagli italiani, un facoltoso e ben introdotto banchiere d’origine italiana si oppose al tentativo delle autorità francesi di con­segnare ai nazisti alcune migliaia di ebrei stranieri rifugiati in Costa Azzurra. Si chiamava Angelo Donati e gli sforzi che si­no alla disfatta italiana dell’8 settembre 1943 egli compì tra Nizza e Roma per salvare migliaia di suoi correligionari dai cam­pi di sterminio sono al centro del libro di Luca Fenoglio. In esso, sulla base di una vasta documentazione, in larga parte inedita, l’autore si sofferma altresì sulla vicenda personale di Donati: sulla sua ascesa professionale e sociale nella Parigi degli anni venti e trenta, sugli incarichi di prestigio da parte delle istituzioni, sulla sua vasta e variegata rete di relazioni con i vertici politici ed economici – francesi e italiani, sionisti e fascisti –, ma anche sugli effetti delle persecuzioni anti­ebraiche, sino alla fuga di fronte all’invasione tedesca e al complicato approdo in Costa Azzurra prima dell’arrivo del­l’e­sercito italiano.
Il libro di Fenoglio, tuttavia, non si esaurisce nella rico­struzione della vicenda di Donati prima e durante l’occupa­zione italiana del sud-est della Francia. Essa, al contrario, rap­presenta l’inedita chiave di lettura attraverso cui l’autore ri­propone un problema centrale negli studi sugli anni della se­conda guerra mondiale: quello del comportamento assunto dalle forze italiane di occupazione nella Francia meridionale fra il novembre del ’42 e l’8 settembre del ’43. Un problema dalle molte implicazioni di ampio respiro: riguardo più in generale alla politica di Mussolini e ai rapporti fra Italia e Ger­mania, ma soprattutto al modo in cui il regime fascista gestì la politica antiebraica in un periodo ancora precedente all’ar­mistizio con gli Alleati. La figura e l’azione di Donati in Costa Azzurra consentono così all’autore di fare nuova luce sui protagonisti di quel convulso periodo: sui diplomatici e sui funzionari di polizia italiani incaricati di gestire la “questione ebraica” nella Francia occupata; sui membri delle organiz­zazioni ebraiche di soccorso; sui servizi di polizia tedeschi im­pegnati a dare la caccia a Donati; ma anche sull’aura leggen­da­ria via via formatasi attorno alla figura del Donati “salva­tore di ebrei”.
Nel confrontarsi con la dimensione del mito, Fenoglio ha però resistito alla tentazione di ribaltare il punto di vista e pro­cedere semplicemente alla sua demolizione. Piuttosto, ha scel­to di attenersi rigorosamente ai fatti, senza però perdere mai di vista il senso più generale degli avvenimenti. Il risul­tato finale è dunque uno studio rigoroso, sebbene incentrato su un oriz­zonte più limitato, parziale – il contributo appunto di un per­sonaggio importante ma non risolutivo come Angelo Donati – tale però da garantire una solida testa di ponte dalla quale poi poter ripartire per procedere con pazienza alla conquista di una visione più ampia e generale del periodo.


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