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Deborah Fait
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Abu Dhabi: lo sport e la stupidità dell'odio 21/10/2017
 Abu Dhabi: lo sport e la stupidità dell'odio
Commento di Deborah Fait

Ci risiamo con la stupidità dell'odio, quando si tratta di arabi che devono competere con Israele. Tutti ricorderanno il rifiuto, il vergognoso rifiuto, del judoca egiziano El Shehabi di stringere la mano al suo avversario israeliano Or Sasson alla fine della gara alle Olimpiadi di Rio nel 2016. http://www.lastampa.it/2016/08/12/sport/speciali/olimpiadi-rio-2016/atleta-egiziano-non-stringe-la-mano-allavversario-israeliano-weoPytOqIPgS5BfqwI7gOK/pagina.html

Quest'anno, dal 27 al 29 ottobre, si giocherà il Grande Slam a Abu Dhabi e la notizia è che gli atleti israeliani di judo non saranno autorizzati a gareggiare con i colori della propria bandiera, nesssuno stemma con il piccolo maghen david biancoazzurro sulla divisa, nessuna scritta ISR per indicare gli atleti provenienti da Israele. Niente! L'unica sigla ammessa sulle loro divise e per la presentazione degli atleti è IJF (International Judo Federation).

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Ori Sasson, atleta israeliano

Ancora nessuna protesta, ancora silenzio, ancora vergogna, ancora, a mio parere, dimostrazione di stupidità totale da parte degli arabi. Si, perchè chi ha paura persino del simbolo di un paese dimostra di essere gretto, meschino e stupido e se lo fa per compiacere i palestinisti e non farli arrabbiare allora è anche un grandissimo vigliacco. Naturalmente se la squadra israeliana dovesse vincere qualche medaglia è escluso che venga suonato l'inno nazionale israeliano, a qualcuno potrebbe venire un colpo! E' bene ricordare che in passato gli atleti israeliani furono banditi dai giochi. Il Presidente della federazione israeliana di Judo Moshè Ponte, consultandosi con il Ministro dello sport e cultura Miri Regev, si è detto disposto a ritirare la sua squadra dalla competizione. La ministra si è fermamente opposta. Per alcuni ha fatto bene dimostrando superiorità, intelligenza e dignità, doti sconosciute allo sceicco Hazza bin Zayed, presidente dell'Abu Dhabi Sports Board. Per altri ha sbagliato ritenendo inaccettabile che gli atleti israeliani debbano garreggiare nascondendo la propria identità http://www.italiajudo.com/ad-abu-dhabi-atleti-israeliani-non-autorizzati-a-gareggiare-per-i-colori-della-propria-bandiera/

Immagine correlata
Miri Regev

Miri Regev, giovane e agguerrita, ha scritto al presidente del IJF, Marius Vizer: “Questa mattina, qualche giorno dopo aver ricevuto il Suo invito a prendere parte al Grande Slam di Abu Dhabi, ho appreso con grande sorpresa che gli atleti della delegazione israeliana non saranno autorizzati a prendere parte a questa importante competizione con il simbolo identificativo del nostro Paese, lo Stato di Israele. Prendere parte alla competizione senza mostrare il simbolo del proprio Paese è contrario ai principi del CIO, il cui principale obiettivo è quello di separare la politica dallo sport e di elevare lo sport a mezzo di unione tra popoli, culture e Paesi diversi. E' obbligo di ogni paese che ha il privilegio di ospitare competizioni internazionali di permettere agli atleti di rappresentare il proprio paese e di salvaguardare la loro sicurezza ”

Mancano pochi giorni e sono curiosa di vedere come si comporterà il signor Vizer ma non nutro speranze che possa opporsi ai sauditi nè che la CIO abbia il coraggio di degradare il Grande Slam con l'accusa di discriminazione e razzismo. Il pericolo è che, se la prepotenza antiisraeliana saudita, verrà accettata altre nazioni ostili a Israele, e sono tante, potrebbero seguirne l'esempio. E' giusto chiedersi il motivo per cui gli organizzatori di competizioni sportive internazionali sono così tolleranti con l'arroganza islamica.La risposta è semplice: soldi. Nessun comitato sportivo potrebbe rinunciare ai sostanziosi investimenti finanziari provenienti dai paesi del Golfo che galleggiano sul petrolio e Israele è l'agnello sacrificale di sempre.

Nel 2015 la Malaysia ha imposto il ritiro degli atleti israeliani di windsurf. Nel 2016 è stata la volta dell'Oman a vietare la loro presenza. Se gli atleti israeliani andranno al Grande Slam, mi auguro che facciano incetta di medaglie e che, sul podio, cantino da soli, a gran voce, la Hatikvà. E' accaduto nel 2009 ai Giochi della Gioventù in Austria e qualche mese prima a Goeteborg, in Svezia. Gli israeliani vincitori dell'oro sono saliti sul podio e....niente inno! Non lo avevano, la scusa idiota degli organizzatori. I nostri ragazzi e ragazze non si sono persi d'animo e, alla faccia di questi stupidi antisemiti, hanno cantato da soli, senza musica ma con grande orgoglio, l'inno nazionale di Israele. https://www.youtube.com/watch?v=-yYZXUPHrX4

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale di Israele, unica e indivisibile"

www.jerusalemonline.com
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