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Deborah Fait
Commenti & TG news watch
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L'enorme bufala di Al Dura: quando non si chiamavano ancora 'fake news' 23/09/2017

L'enorme bufala di Al Dura: quando non si chiamavano ancora 'fake news'
Commento di Deborah Fait

Un'attenta lettrice di informazione corretta mi ha ricordato che, a giorni, esattamente il 30 settembre, cadrà l'anniversario di una delle bufale più tremende vissuta da Israele, l'imbroglio più sordido orchestrato dai palestinisti per demonizzare l'immagine del Paese e tenere sempre vivo l'odio del mondo contro lo stato ebraico.
Pallywood riusci a realizzare il suo sporco show sul bambino Mohammed Al Dura, in modo perfetto, innanzitutto perchè, completamente privi di moralità, i dirigenti e i media palestinisti sono sempre stati in grado di mentire e di raccontare le storie più disgustose senza nessun tipo di inibizione.
In secondo luogo, bisogna ammetterlo anche se brucia, l'ingenuità di Israele nel condurre la propria hasbarà ( informazione) in modo da prevenire e smontare immediatamente le menzogne palestiniste.

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Il caso di Mohammed Al Dura, il bambino dodicenne che, insieme al padre, avrebbe dovuto essere coinvolto in uno scontro a fuoco tra soldati israeliani e gruppi di palestinisti armati fino ai denti, all'inizio dello scoppio della seconda intifada nel settembre del 2000,un video all'apparenza girato mentre lo scontro avveniva.
Al termine dello scontro a fuoco i giornalisti arabi incominciarono a diffondere la notizia dell'assassinio di Mohamed Al Dura da parte dei soldatacci israeliani e Israele, invece di rispondere immediatamente e accusare a sua volta, volle condurre la sua brava e seria inchiesta per non raccontare baggianate e far conoscere la verità dei fatti. Purtroppo questa esagerata onestà israeliana si rivelò un flop di dimensioni gigantesche. Nessuno badò agli "aspettate un momento che controlliamo come di dovere" (la confusione era tanta, l'intifada voluta da Arafat era appena incominciata, i terroristi erano dovunque) e, da un minuto all'altro, Mohammed diventò il simbolo della brutalità israeliana e il martire della lotta palestinista contro la presunta occupazione.

Quando Israele portò le prove della sua estraneità ai fatti era ormai troppo tardi, tutto il mondo era prostrato ai piedi del piccolo martire palestinese ucciso dal perfido Ebreo. Ricordo un congresso di Rifondazione comunista in cui campeggiava un gigantesco ritratto del bambino, ricordo l'odio nelle parole dei relatori, ricordo la rabbia immensa di dover pagare ancora una volta le ignominie fatte dagli arabi e attribuite a Israele dall'odio del mondo, dalla furbizia diabolica dei palestinisti e, purtroppo, dalla esagerata cautela democratica israeliana.

Per fortuna il desiderio di verità della giornalista Esther Shapira e soprattutto le ricerche di Philippe Karsenty fecero luce sui fatti e il cameraman palestinista Talal Abu Rhama fu accusato di aver organizzato le riprese, il piccolo Mohammed non era né morto né ferito, e anche se lo fosse stato avrebbe potuto essere colpito solamente da pallottole palestinesi. La sua scomparsa rimase un mistero che fruttò alla famiglia Al Dura fama e soldi. Non solo, dal labiale del padre, studiato per mesi da una agenzia tedesca specializzata, risulta che stava dando istruzioni al cameraman di France 2.

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Il corrispondente di France2 da Israele Charles Enderlin, che ha collaborato con la propaganda palestinista nel 'caso Al Dura'

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Philippe Karsenty, grazie a lui France2 e Enderlin sono stati giudicati in tribunale quali manipolatori del video su Al Dura

La sua storia strappalacrime, inventata dal corrispondente da Israele Charles Enderlin, fu diffusa gratuitamente a tutti i media del mondo in un incessante propaganda che provocò una violenza antiebraica mai vista dalla fine della seconda guerra mondiale, in tutta Europa. Purtroppo come sempre accade quando le bufale riguardano Israele, il mito di Al Dura, ancora oggi resta intatto in certi ambienti, gli stessi che celebrano Sabra e Chatila come fosse stato un crimine commesso da Israele e non dai libanesi maroniti, gli stessi che credono ancora che a Jenin l'esercito israeliano abbia ammazzato 500 persone, come giurato dal malefico Arafat e dai suoi leccapiedi, e non 25 morti terroristi e 29 soldati israeliani caduti in un'imboscata. Gli stessi che non hanno detto una sola parola per la morte da sgozzamento della piccola Hadas Fogel di tre mesi, la cui gola fu tagliata con tale violenza da essere quasi decapittata, assassinata a Itamar con tutta la sua famiglia da due adolescenti palestinisti.

Per quale motivo la supposta morte di Mohammed Al Dura di cui non esistono prove, di cui non esistono filmati se non quelli che ritraggono padre e figlio protetti da una specie di barile di ferro, fa tanto effetto a distanza di 17 anni e la strage della famiglia Fogel lascia indifferenti e pochissimi la ricordano? perchè Mohammed Al Dura è diventato un mito e e nessuno ricorda Hallel, la tredicenne assassinata nel suo letto da un palestinista? Perchè i bambini israeliani non destano nessuna pietà quando vengono ammazzati?
Scommetto che si possono contare sulle dita di una mano le persone che sanno chi fosse la piccola Hallel che dormiva tranquilla nel suo letto quando una mattina un orco entrò dalla finestra e la sgozzò solo perchè era un piccola ebrea israeliana, una colona nel linguaggio degli odiatori, come una colona era Hadas di soli tre mesi e i suoi fratellini di 6 e 8 anni. Chi sa chi era Daniel Tragerman, il piccolo di 4 anni ucciso da un razzo di Hamas nel 2015? o Shalevet, di 6 mesi, ammazzata da un cecchino palestinistinista mentre si trovava in un giardino in braccio al padre? I
bambini israeliani non fanno notizia, possono essere uccisi nell'indifferenhza generale e mai più ricordati, la loro umanità cancellata dall'odio.

Lo stesso odio che trasforma una bugia in realtà , come predicava Goebbels.
Il volto di Al Dura divenne un francobollo commemorativo in Tunisia e in molti altri paesi arabi. Anche monumenti gli sono stati dedicati.

Informazione Corretta ha pubblicato negli anni vari articoli sul caso Al Dura, è doveroso ricordare i fake che hanno dato libero sfogo al linciaggio morale di Israele:

Cartolina di Volli con analisi dettagliata: http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=49255
Analisi di Giovanni Quer:
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=43508
Analisi di Angelo Pezzana:
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=48307
La cronaca della notizia smascherata:
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=28734

Come ha detto Benjamin Netanyahu nel suo forte discorso all'ONU, "la luce di Israele non sarà mai spenta". Nessuna menzogna, nessun attacco, nessuna minaccia potranno mai ostacolare il cammino di Israele nella storia, un cammino glorioso che hanno tentato di fermare in tutti i modi, dallo sterminio fisico a quello morale, senza riuscire mai nell'intento.
Auguro a tutti gli amici Shanà Tovà, Buon Anno, sperando che il 5778 porti fortuna a tutti.

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale di Israele, unica e indivisibile"

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