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Deborah Fait
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Le merendine di Marwan Barghouti 09/05/2017
Le merendine di Marwan Barghouti
Commento di Deborah Fait

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Marwan Barghouti

Sono sincera, quando ho visto il breve video di Barghouti, il macho terrorista, quello che si fa fotografare con le mani incatenate alzate come un eroe, che, furtivamente, addenta delle merendine, mi sono messa a ridere fino alle lacrime. Barghouti, capite? Quello che i suoi ammiratori chiamano "il Mandela dei palestinesi", il pluriergastolano dalle mani grondanti sangue ebraico.... Barghouti quello che ha ideato lo sciopero della fame seguito da altri suoi colleghi assassini, circa 1500 all'inizio, ridottisi a 800 dopo 20 giorni, e prevedo che il numero diminuirà ancora non appena sapranno che il loro leader maximo li ha presi bellamente in giro e si nutre di merendine e salatini nascosto nel gabinetto della sua cella. http://www.jpost.com/Arab-Israeli-Conflict/Palestinian-hunger-strikers-are-being-cynically-exploited-says-Israeli-minister-490096

Il video pubblicato dal Jerusalem Post mostra due filmati diffusi dalla prigione in cui è rinchiuso il terrorista che, con movimenti furtivi, scarta qualcosa che poi porta alla bocca. Buon appetito, grande eroe palestinista! Lo sciopero indetto da Marwan Barghouti è partito il 17 aprile ma naturalmente il terrorista non sembra dimagrito. Credo bene, a forza di mangiare merendine al cioccolato è difficile perdere peso.

A questo punto mi aspetto che il prestigioso New York Times, che ha avuto la vergogna di pubblicare una lettera aperta dell'ergastolano presentandolo come "palestinian leader e parlamentarian", abbia il coraggio e l'onestà di diffondere il filmato di questo patetico personaggio capace di ammazzare gli ebrei senza batter ciglio ma tanto deboluccio da non poter affrontare i morsi della fame. Questo fattaccio patetico e ridicolo apre a un secondo regionamento: la capacità di mentire insita nel carattere arabo/islamico, la famosa taqiyya ovvero ambiguità, dissimulazione, menzogna. E bravo Marwan Barghouti, degno figlio del popolo che non c'è, degno luogotenente del fu Arafat, degno rappresentante del male che alberga nella società palestinista il cui presidente, decaduto da 8 anni dall'incarico di dittatore, Abu Mazen, ha osato dire a Donald Trump che nelle scuole palestinesi si insegna la pace. Si, si, proprio così. Il bravo angelo della pace, quello che ha diffidato gli ebrei dal posare il "loro sporchi piedi" sul suolo della moschea di Al Aqqsa, quello che accusa Israele di avvelenare l'acqua dei palestinesi, quello che intitola ai terroristi scuole, strade e piazze, quello che paga 300 milioni di dollari all'anno agli assassini di ebrei e alle loro famiglie, proprio lui, ha avuto la faccia tosta di asserire che ai bambini palestinesi si insegna la pace.

Abu Mazen, seguendo l'esempio del suo predecessore, va spesso in visita nelle scuole palestiniste, chiede ai bambini cosa pensano degli ebrei per sorridere felice quando si sente rispondere che sono maiali o cani da sgozzare e poi raccontare a Trump che la pace è il leit motiv dell'insegnamento nelle scuole palestiniste. Per chiunque abbia un normale senso del pudore queste parole sono come una coltellata nello stomaco. Come asserisco da sempre, questa gente ha la genialità del male, un male che viene accettato di buon grado da una gran parte dell'umanità, complice il dilagante odio per gli ebrei e Israele. Un male che non ha fine, che porta a chiudere tutte e due gli occhi davanti alla barbarie palestinese, a tappare le orecchie e ad addormentare il cervello dinnanzi allo stupro che regolarmente fanno della verità e della storia. Ma non solo questo, noi stiamo vivendo in un mondo malato gravemente. Un mondo che, fregandosene di tutte le guerre che insanguinano il Medio Oriente e fanno morire centinaia di migliaia di bambini, trova il tempo di cancellare il legame millenario tra Israele in quanto Popolo e Gerusalemme sua eterna Capitale, un mondo che difende il terrorismo soprattutto se palestinese.

Un mondo che, recentissimamente, quasi in contemporanea con l'infame risoluzione contro l'ebraicità di Gerusalemme, ha fatto entrare l'Arabia Saudita nella commissione che tutela i diritti delle donne all'interno di quell'organismo inutile e dannoso che risponde al nome di Nazioni Unite. E' superfluo ricordare a chi legge che in quel paese le donne non hanno nemmeno il diritto di guidare l'auto o di uscire di casa se non accompagnate da un uomo della famiglia. A questo punto, ragionevolmente, uno si chiede se, oltre ad essere dei pagliacci, questi dell'ONU abbiano ancora il diritto di esistere. Naturalmente, prima dell'Arabia Saudita, altri "campioni di libertà" hanno fatto parte della commissione, l'Iran, per esempio, che le donne le impicca, se adultere, e le fa sposare a 8 anni con vecchi schifosi.

L'ONU che rappresenta questo tipo di società barbara e primitiva non ha più senso di esistere. Si, viviamo in un mondo alla rovescia che premia lo schifo e nega o ignora il giusto che ancora esiste. Viviamo in un mondo dove viene dichiarato eroe e leader di un popolo inventato chi ammazza ebrei e si fa sorpendere a mangiare merendine seduto sul water come un patetico vigliacco, a dimostrazione di quanto i cosiddetti combattenti per la libertà palestinisti se ne freghino della loro gente e di quanto siano capaci di prendere tutti cinicamente per i fondelli. Che decadimento! Che pena! Che vergogna! Nemmeno i terroristi sanno resistere alla cioccolata.

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Deborah Fait
"Gerusalemme, capitale di Israele, unica e indivisibile"
"Non si chiama Cisgiordania, si chiama Giudea e Samaria"


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