sabato 22 luglio 2017
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Invia ad un amico
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE
Segui la rubrica dei lettori?
Clicca qui per condividere
l'articolo sui Social Networks

Bookmark and Share
vai alla pagina facebook
vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

La disinformazione dei media contro Israele (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Il doppio standard contro Israele (sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello)
Per consultare l'archivio Video
CLICCA QUI


Clicca qui





Hai già visitato il sito SILICON WADI?


Clicca qui



 
Deborah Fait
Commenti & TG news watch
<< torna all'indice della rubrica
Chi si rivede, infopal 18/02/2017

Chi si rivede, infopal
Commento di Deborah Fait

 

a destra: la tastiera del PC di Infopal
Lo stesso giorno in cui Netanyahu e Trump si incontravano alla Casa Bianca in quello che passerà alla storia come il colloquio più cordiale dell'ultimo decennio tra Israele e USA, ecco che arriva la prima spruzzata di veleno sotto forma di articolo pubblicato da Infopal.
Non credo di aver mai scritto di loro dal momento che li considero fantasmi maligni al pari della gente che vorrebbero rappresentare. Questa volta però credo sia il caso di segnalare la loro ultima porcheria dal titolo "Il Paese degli Orchi: i bambini palestinesi nelle carceri israeliane sistematicamente torturati" http://www.infopal.it/il-paese-degli-orchi-bambini-palestinesi-nelle-carceri-israeliane-sistematicamente-torturati/ l'articolo, ripreso dal Ramallah-Quds Press ( si sa che i media palestinesi sono portatori di verita) è tutto un programma, il Paese degli Orchi (orchi lo hanno messo naturalmente maiuscolo) è Israele che, secondo un ricercatore palestinese, pratica atti di tortura fisica e psicologica nei confronti di bambini detenuti.
Da precisare che per i palestinisti e loro ammiratori, i loro terroristi sono bambini fino a vent'anni passati e che quelli detenuti sono colpevoli di sgozzamenti di donne e bambini (veri, anche neonati) ebrei.

Lo stesso giorno in cui Netanyahu e Trump si incontravano alla Casa Bianca in quello che passerà alla storia come il colloquio più cordiale dell'ultimo decennio tra Israele e USA, ecco che arriva la prima spruzzata di veleno sotto forma di articolo pubblicato da Infopal. Non credo di aver mai scritto di loro dal momento che li considero fantasmi maligni al pari della gente che vorrebbero rappresentare. Questa volta però credo sia il caso di segnalare la loro ultima porcheria dal titolo "Il Paese degli Orchi: i bambini palestinesi nelle carceri israeliane sistematicamente torturati" l'articolo, ripreso dal Ramallah-Quds Press ( si sa che i media palestinesi sono portatori di verita) è tutto un programma, il Paese degli Orchi (orchi lo hanno messo naturalmente maiuscolo) è Israele che, secondo un ricercatore palestinese, pratica atti di tortura fisica e psicologica nei confronti di bambini detenuti.Da precisare che per i palestinisti e loro ammiratori, i loro terroristi sono bambini fino a vent'anni passati e che quelli detenuti sono colpevoli di sgozzamenti di donne e bambini (veri, anche neonati) ebrei.

Risultati immagini per infopal

A conferma delle loro dichiarazioni, i palestinisti citano l'Alta Corte di Giustizia israeliana che nel 1999 aveva emesso una sentenza che vieta la tortura fisica. Si tratta di delibere di routine che periodicamente vengono emanate, come in Italia e in altri paesi europei , se si verificano casi sospetti. Ma l'articolo fa di più, afferma che la sentenza dei giudici israeliani non è altro che una "copertura"per perseverare nella politica della tortura e per garantire protezione agli inquirenti sottolineando che Tell Aviv ( scritto così , con due elle) è la capitale (?) di uno dei 194 paesi firmatari della Convenzione contro tale pratica.

Immagine correlata

La frase che mi ha fatto sbellicare dalle risate è la seguente " “Israele vuole creare una generazione palestinese distorta, che soffra di malattie mentali e problemi psicologici, compromettendo così il futuro del popolo palestinese”. Ma certo, giustissimo, perchè poi, quando vengono liberati e rimandati a casa questi "bambini" devono essere "raddrizzati" ricominciando ad insegnare loro che gli ebrei devono essere uccisi perchè sono scimmie e maiali che occupano il loro paese illegalmente, le organizzazioni terroriste palestiniste sono anche costrette a mandarli in campeggi dove insegnano la tecnica dello sgozzamento e gli assalti a coltello contro fantocci su cui è disegnata la Stella di Davide, a scanso di equivoci, che non pensino gli innocenti bimbetti di poter usare i coltelli anche contro chi ebreo israeliano non è.
Che diamine, poveri palestinisti, hanno un gran da fare per rimettere in carreggiata "bambini" cui gli orchi israeliani avevano insegnato che il terrorismo non si fa, distorcendo quello che è "un periodo fondamentale nella formazione della personalità del bambino" e inducendo poi genitori, maestri e istituzioni a riportarli sulla buona strada della violenza antisemita.

Le cifre dei prigionieri palestinisti nelle carceri israeliane sono, secondo l'articolo, sempre le stesse da almeno 20 anni, inspiegabilmente non cambiano mai quasi fosse numero chiuso: 7000 tra cui 52 donne, 11 ragazze minorenni ( quelle abili col coltello), 300 bambini( i massacratori della famiglia Fogel avevano 16 e 17 anni e questo non ha loro impedito di tagliare la gola anche a una piccola "colona" di 3 mesi), 530 detenuti amministrativi e 21 giornalisti. Insomma il paese degli orchi rovina i giovani prigionieri che , al ritorno a casa, hanno reazioni esagerate, perdono i capelli e hanno incubi, dobbiamo confidare negli adulti perchè li rimettano in riga facendoli diventare dei terroristi seri.

Come ha detto un paio di giorni fa Farouk Radoumi " la presenza israeliana su terra palestinese è illegale e noi la combatteremo con le armi, questo è un diritto a noi riservato" Quindi forza e coraggio, palestinisti, a voi il compito di rieducare i vostri figli rovinati dagli orchi e renderli orgogliosi di urlare Allahu akhbar ammazzando quanti più ebrei possibile. Sulla capacità che hanno i palestinisti e loro seguaci di raccontare palle abbiamo una lunga esperienza. Una delle ultime è anche molto divertente, diffusa dai SJW (Social Justice Warrior) un'organizzazione progressista (nazisinistroide)che, pare, si batta per la giustizia sociale superando ogni limite della decenza.
Bene, costoro, hanno raggiunto il ridicolo accusando gli israeliani di razzismo perchè, attenzione, non stuprano le donne palestinesi! Lo racconta con un linguaggio molto colorito un blogger di questo sito. http://www.pallequadre.com/2017/02/sjw-accusano-israeliani-razzismo-non-stuprano.html?m=1

Pareva una bufala invece no! Già nel 2010 era uscita la notizia pubblicata da un blogger chiamato Rehov Nahum il quale l'aveva appresa da un articolo dell'Università ebraica e alcuni studi sugli inesistenti stupri di Tzahal in confronto agli altri eserciti in analoghe situazioni di guerra. "Umorismo accademico" lo definisce Nahum e continua "i soldati israeliani non stuprano le donne palestinesi, perche' sono razzisti. E' bello sapere che i palestinesi non hanno di questi pregiudizi." http://rehovnahum.blogspot.co.il/2010/09/stupri-in-palestina.html http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/124674

Il mondo non può fare a meno dei palestinisti, sono necessari per esprimere, senza apparire antisemiti, l'odio per Israele e per giustificare tutte le porcherie della politica internazionale contro lo stato ebraico.
Oggi sul Jerusalem Post è stato pubblicato un trafiletto con questa incredibile e interessante notizia, La Corte europea per i Diritti Umani, che condanna settimanalmente Israele a causa degli insediamenti e insiste sul diritto palestinista di riavere indietro le proprie case, ha rilasciato, nel 2010, questa sentenza su Cipro, invasa dalla Turchia nel 1974 e divisa in due: "Essendo passati 34 anni da quando i richiedenti greci anno dovuto abbandonare le loro proprietà, volontariamente o per forza, non hanno più nessun diritto a ritornarvi ma possono avere un compenso monetario". La richiesta era stata fatta dai musulmani alla Corte europea che, naturalmente, si è inchinata ad angolo retto e ha immediatamente obbedito!
Così va il mondo, ragazzi!

Immagine correlata

Deborah Fait
"Gerusalemme, Capitale di Israele, unica e indivisibile"
"Non si chiama Cisgiordania, si chiama Giudea e Samaria"

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT