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Deborah Fait
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Odio 13/10/2013

Odio
Commento di Deborah Fait

Ottobre e’ un mese particolare per gli ebrei, molti ricordi, molte tragedie, direi solo tragedie e un senso di impotenza ma anche di ribellione nei confronti dell’odio, una ribellione positiva,  intelligente e estremamente produttiva.
Il 9 ottobre 1982, a Roma, un attacco dei feddayin di Arafat al Tempio Maggiore in Trastevere, uccise il piccole Stefano Tache’ di due anni  e feri’ 37 persone.
Fu una tragedia per la Comunita’ ebraica e una vergogna per lo stato italiano. Fu la  conseguenza, insieme alla strage di Bologna ( sempre piu’ attribuita ai palestinesi)  e a molti altri attentati terroristici , dell’accordo tra lo Stato italiano e il terrorismo palestinese. Il Lodo Moro, cosi’ fu chiamato l’accordo dal nome dello statista italiano che ne fu l’artefice,  vendette l’Italia a Arafat e da allora la penisola fu percorsa da ondate di terrore e ricoperta dal sangue di tanti morti ammazzati. Mentre i feddayin palestinesi scorazzavano per l’Italia armati di missili e bombe, Arafat veniva ricevuto dai “grandi”: Presidenti, Ministri, Papi tutti facevano a gara per ricevere in pompa magna il terrorista, in RAI veniva accolto con tutti gli onori e un po’ di timore davanti alla armi della sua scorta e della pistola che lui portava sempre alla cintola. Entro’ armato persino in Vaticano accettando di separarsi dalla sua pistola soltanto in presenza del Papa.
Fu un periodo sciagurato per l’Italia che aveva dato un calcio alla democrazia per unirsi in un idillio d’amore con il peggior terrorismo dell’epoca, quello palestinese.
http://www.informazionecorretta.com/main.php?sez=120&id=25585&print=preview Il 16 ottobre 1943 gli ebrei di Roma, dopo aver consegnato ai nazisti 50 chili d’oro nella speranza di aver salva la vita, furono deportati nei campi della morte. La razzia ebbe inizio alle 5 del mattino di un sabato, ricordato come “il sabato nero ”, furono rastrellate, nel ghetto,  1024 persone,  tra cui 200 bambini. Per due giorni i nazisti di Kappler catturarono ebrei e alla fine riuscirono a riempire  18 vagoni che vennero piombati e che infine  partirono dalla Stazione Tiburtina verso Auschwitz e altri campi della morte in Polonia.
Tornarono  in 15.
Questa e’ soltanto una  brevissima cronaca di quanto accaduto a Roma. La disperazione e il terrore non si possono scrivere, impossibile trovare le parole, non ne esistono per poter descrivere la paura dei bambini che non capivano che  il loro essere ebrei autorizzava quei biondi soldati a bastonarli, separarli dalle loro famiglie e scaraventarli sui camion per andare  verso la morte, i piu’ piccoli non sapevano nemmeno cosa significasse la parola “ebreo”. Impossibile descrivere il terrore dei vecchi strattonati, gettati a terra, presi a calci, le madri che venivano separate dai figli strappati dalle loro braccia da energumeni urlanti.
Come si fa?Chi puo’ trovare le parole adatte per far capire i sentimenti?Impossibile anche poter descrivere brutalita’, la ferocia, la barbarie dei nazisti.
Come si fa?
Mai nessuno al mondo potra’ raccontare veramente quello che provavano le madri che gettavano i loro bambini dalle fessure dei treni in movimento sperando di salvarli  e  lo strazio di saperli soli là fuori, feriti, terrorizzati e alla mercè dell’odio.
Come si fa?
http://www.16ottobre1943.it/
Uno dei grandi drammi  avvenuti in un mese di ottobre di 40 anni fa fu la Guerra del Kippur.
Il 6 ottobre del 1973 gli eserciti congiunti di Egitto e Siria  lanciarono un attacco simultaneo, dal Sinai e dal Golan.
Israele pregava e il silenzio era totale: era il giorno di Yom Kippur, forse la piu’ intensa e la piu sentita delle festivita’ ebraiche, e’ il giorno in cui, secondo la tradizione ebraica, D*o decide del destino degli esseri umani e gli ebrei pensano alla pace e al perdono.
Gli arabi invece pensavano alla distruzione e alla morte. Egiziani e siriani approfittando di questo momento altamente spirituale di Israele, entrarono nel paese e continuarono ad avanzare per 24 ore.
Fu l’eroismo degli israeliani che capovolse la situazione, la scelta era semplice : Vita o Morte.
Gli israeliani passarono dall’introspezione della preghiera alla corsa alle armi,  uomini e donne  che erano nella riserva  correvano ad riarruolarsi, incominciarono ad arrivare anche dall’estero chi era andato a passare le festivita’ presso amici o parenti,  dall’aeroporto correvano, con ogni mezzo,  direttamente verso le basi sul Golan o nel Sinai .
Bisognava salvare Israele a qualunque costo, a qualsiasi prezzo!
Israele non voleva, non poteva  morire e in due settimane capovolse la situazione, Zahal  rigetto’  gli eserciti nemici , arrivo’ a meno di 100 kilometri dal Cairo e a 25 Kilometri da Damasco tanto che qualcuno, col solito humor ebraico sempre vivo e vivace anche nella tragedia, conioò la frase “Visitate Israele e le sue Piramidi”.
Il 25 ottobre Israele vinse la guerra.
Benissimo, eravamo vivi, Israele esisteva ancora. La cosa grottesca e’  che, dal 1973, ogni anno, gli arabi “festeggiano la vittoria” della guerra del Kippur con grandi manifestazioni,  cortei oceanici, sfilate militari.
“Evviva evviva, abbiamo vinto “ Morte ai Jahud e all’entita’ sionista”. Si potrebbe ridere su questo ma e’ solo la dimostrazione, che non ha niente di comico, della capacita’ infinita di mentire degli arabi, della loro propensione a inventare e invertire la realta’ delle cose.
Inventano vittorie in guerre perdute, inventano morti che poi camminano, inventano  popoli mai esistiti, inventano tutto ma la cosa ancora piu’ drammatica  è che il resto del mondo, sempre in nome di quell’odio universale, gli crede. Ho voluto ricordare alcuni dei maggiori episodi della storia ebraica avvenuti nel mese che stiamo vivendo perche’ sono alcuni esempi emblematici dell’odio che ci perseguita, un odio cieco, perenne.
Un odio  che attraversa l’universo, un odio da cui nessun popolo e’ esente. Quando fu chiesto a un delegato giapponese venuto a Berlino per studiare il nazismo che impressione  ne  avesse avuto, rispose :” E’ magnifico, vorrei poter avere qualcosa del genere in Giappone, ma non si puo’ perche’ non ci sono ebrei”.
Hitler , quando gli domandarono se fosse necessario distruggere tutti gli ebrei, rispose “ No, in tal caso dovremmo reinventarli, e’ necessario avere un nemico tangibile, non astratto”.
Fonti:
H. Rauschnig - Hitler speaks - G.P. Putnam's Sons, New York, 1949 (traduzione italiana - Così parlo Hitler - Cosmopolita, Roma, 1944). F.A. Voigt - Unto Caesar - G.P. Putnam's Sons, New York, 1938. Entrambe sono richiamate nel saggio di Eric Hoffer - Il Vero Credente - Sulla natura del fanatismo di massa - Castelvecchi, 2013 (via Isonzo 34, 00198 Roma.  

Quindi gli ebrei come oggetti  per dare sfogo alla violenza e all’odio che ogni essere umano  trova dentro di se’.... se non esistessimo dovrebbero inventarci....se no chi odiare? Non capiscono, nella loro immensa stupidita’, che tutto questo odio ha fatto degli ebrei un grande popolo che ama il bello della vita, che ama lo studio, che ama fare sempre di piu’ e sempre meglio.
E’ una catena che ha origini antiche, ci odiano e noi miglioriamo e piu’ miglioriamo piu’ ci detestano e piu’noi diamo il meglio di noi stessi.
Israele ne e’ la dimostrazione, il suo primato intellettuale, scientifico e, perche’ no, militare e’ universalmente riconosciuto, questo  fa ingoiare veleno a molti e il veleno, si sa,  atrofizza il cervello.

Deborah Fait 


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