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Deborah Fait
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Il ricatto americano 14/08/2013

Il ricatto americano
di Deborah Fait


Deborah Fait

In questi giorni mi è venuto in mente Bill Clinton, le sue visite in Israele, il suo doppio gioco, il suo mento ( e vi spiegherò perché penso al suo mento),  la sua promessa di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme.
Clinton venne in Israele  per la quarta volta nel 1998 accolto dalla popolazione in festa. Gli israeliani amavano quel presidente  che credevano  sincero amico di Israele, che aveva promesso colle lacrime agli occhi (rivelatisi in seguito essere lacrime di coccodrillo) di trasferire l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, di fatto riconoscendola come Capitale di Israele. Tutta Israele incollata alla TV, me compresa, seguì la sua visita  e il suo mento tremolante di emozione  durante i tanti commoventi discorsi ci conquistò.

Poi seguimmo anche   la sua visita a Ramallah accolto da Arafat, Suha Arafat  e i notabili di Fatah, sentimmo il terrorista urlare di aver cancellato il comma della Carta dell’OLP che chiedeva la distruzione di Israele e vedemmo lo stesso mento tremolante sul volto del presidente USA.
Allora ci chiedemmo ” ma perché gli trema il mento se sa che è una bugia?”. Naturalmente quel comma sulla distruzione di Israele esiste ancora, bene in vista, sulla Carta dell’OLP.

Il continuo tremolio del mento di Clinton, chiunque avesse davanti, ci insospettì ma la ciliegina sulla torta l’abbiamo avuta da Hillary che , mentre suo marito piagnucolava di emozione con Arafat, lei ascoltava Suha Arafat, l’allora first Lady palestinese, oggi vedova miliardaria del terrorista defunto. Suha,  isterica e enfatica , disse, davanti a Hillary :”Israele avvelena l’aria  e l’acqua nei territori palestinesi”.


Bill Clinton fra Itzhak Rabin e Yasser Arafat

La Clinton, imbarazzatissima, non disse una sola parola, per fortuna  protestò  il dipartimento di Stato americano per salvare la faccia,  ma forse in quel preciso momento , col suo silenzio, Hillary si ’ giocò i voti degli ebrei americani per una futura presidenza degli Stati Uniti .
In seguito Bill Clinton non mantenne le promesse e bloccò i voti del Congresso  per trasferire l’ambasciata a Gerusalemme, trasferimento che doveva avvenire  entro il 31 maggio 1999.
Il resto lo sappiamo: l’ambasciata americana si trova ancora a Tel Aviv, dopo 14 anni.

Bill Clinton, l’ipocrita dal mento tremolante e le lacrime facili, oggi tiene conferenze a  decine di migliaia  dollari .
Oggi abbiamo un altro presidente democratico, un altro presidente che offese Israele rifiutandosi di  visitarlo durante il primo mandato, occupatissimo nel corteggiare le dittature islamiche e la Fratellanza Musulmana.

Un presidente evidentemente incapace e ipocrita che però, col suo innegabile charme, conquistò Israele visitandolo all’inizio del suo secondo mandato.
Come accadde con Clinton , anche Obama distribuì sorrisi e pacche sulle spalle a destra e a manca,  fece crollare il nostro cinismo annegandoci in un mare di chiacchiere.


Barack Obama con Recep Tayyip Erdogan

A lui non tremava il mento ma è stato talmente bravo nell’ammaliarci con false dichiarazioni  d’amore,  da farlo tremare a noi.
Conquistò la nostra fiducia  e infine ecco la coltellata nella schiena: Convincere o obbligare ( non lo sapremo mai) Netanyahu a chiedere scusa al turco Erdogan per i fatti della Mavi Marmara.

Perché ho parlato di questi due presidenti? Perché , ognuno col suo stile ma entrambi  pieni di falsità, hanno buggerato Israele alla grande.
Adesso Obama pretende che liberiamo dei terroristi, per niente, solo per incominciare  dei colloqui di pace che finiranno miseramente come i precedenti.
La domanda che tutti si fanno è “Perché nessuno chiede niente ai palestinesi?”
Perché e’ sempre solo Israele che deve fare gesti di buona volontà per poi  rimetterci la faccia e la vita?

Perché gli israeliani devono essere costretti a vedere i festeggiamenti, la pioggia di  caramelle, gli abbracci per gli “eroi” palestinesi assassini e terroristi?


Bibi Netanyahu

Netanyahu ha fatto un bellissimo discorso alla nazione per farci digerire questa immensa ingiustizia ma, se la rabbia è così forte per chi non ha avuto morti, cosa possono provare oggi i parenti delle vittime ammazzate da  quelli che, per primi, stasera verranno rilasciati? E per i prossimi 80 che saranno liberi nei  mesi che seguiranno?

Perché Israele deve essere costretto a scelte così terribili?
Perché il nostro amore per la vita, il nostro essere un popolo civile devono essere ripagati in modo così crudele?
Mille terroristi liberati per riavere indietro Gilad Shalit.
Quattocento terroristi liberati per avere indietro due cadaveri ammazzati da Hezbollah.


Samir Kuntar, terrorista di Hezbollah

Samir Kuntar che aveva ammazzato una bambina spaccandole la testa contro una roccia, era tra quei 400 e oggi continua a fare il terrorista con Hezbollah.
Il conto non finisce più, la nostra frustrazione aumenta di giorno in giorno, un colpo dopo l’altro, un’ ingiustizia dopo l’altra, da anni, anni di prepotenze arabe, anni di umiliazioni , anni di tentativi per fare la pace con quelle belve immonde. Anni di “Israele deve fare la pace”.

Israele deve sempre fare qualcosa.
I palestinesi  NO!
Cosa avrebbe detto il mondo se Bibi si fosse rifiutato di liberare i terroristi?
Lo sappiamo tutti “L’intransigenza di Israele allontana  la pace...Israele è un pericolo per il mondo intero....Israele stato di apartheid”.
Bugie bugie bugie, ripetute cento, mille volte e infine credute da tutti.
Mai  nessuna richiesta ai palestinesi che non si spostano di un millimetro dalle loro assurde pretese. Mai nessuna critica.

Abu Mazen ha ripetuto varie volte che nessun ebreo potrà vivere nello stato palestinese, Abu Mazen continua a sponsorizzare programmi tv in cui si parla di ammazzare gli ebrei , bambinetti palestinesi che recitano poesie  spaventose piene di odio.

Perché nessuno accusa i palestinesi di razzismo e di crudeltà, di falsità e di apologia di nazismo?

Da giorni i parenti delle vittime del terrorismo e le organizzazioni che se ne occupano manifestano civilmente nella Capitale Gerusalemme  e a Tel Aviv, sono manifestazioni accorate, piene di dolore.
“Non dateci questo ultimo colpo, non fate morire i nostri cari per la seconda volta”.

L’Alta Corte di Gerusalemme ha rigettato le loro petizioni.
“Shame on You, Obama” riportavano alcuni cartelli.
Si, vergogna per chi ha il potere di ricattarci, senza scrupoli, in nome di interessi più importanti di Israele, in nome della paura che fa l’islam.
A che serve che polizia e esercito  arrestino  assassini di donne, vecchi, bambini ebrei se poi arriva il diktat americano di lasciarli liberi, fedele alla spaventosa antica  convinzione che tanto “uccidere gli ebrei non è reato”.


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