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Angelo Pezzana
Israele/Analisi
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Le disgustose idee dell'Odifreddi-pensiero 21/11/2013

Riportiamo da SHALOM n°11 di novembre, a pag. 25, l'articolo di Angelo Pezzana dal titolo "Le disgustose idee dell'Odifreddi-pensiero".


Angelo Pezzana, Piergiorgio Odifreddi

Chi pensa che antisemitismo e odio per Israele siano appannaggio dei centri sociali e il negazionismo della Shoah bagaglio appresso di rottami del nazi-fascismo o strumenti ideologici di professori universitari in cerca di emozioni rivoluzionarie ritardate, si sbaglia. Quelle sono frange rumorose che però non hanno gran seguito nella opinione pubblica, sono piuttosto utili per diagnosticare il virus dell’antisionismo rabbioso che circola in ambienti. Sono persino patetici, anche se a volte pericolosi, nei loro atteggiamenti violenti. I nemici autentici sono invece quelli si nascondono dietro apparenti critiche spacciate per legittime, quelli che mirano in realtà alla distruzione di Israele, per esempio i sostenitori del boicottaggio economico e culturale dello Stato ebraico, la mefitica sigla BDS, sotto la quale diventa lecito spacciare menzogne per verità, manipolazione della storia invece di attenersi ai fatti accaduti, scambio di ruoli, come avviene quando si paragona Israele alla Germania nazista. I porta bandiera di questo odio, dissimulato come una lecita opinione, hanno via libera nel nostro paese, e il veleno che diffondono attraverso i media, in gran parte compiacenti, ha buon gioco a espandersi, trovando quasi sempre difensori in chi ritiene che spacciare una menzogna per verità sia un diritto garantito dalla libertà di espressione. Qualche volta però avviene il miracolo, l’errore di sentirsi ormai al sicuro nel propagandare il proprio veleno, ritenendosi al di sopra di qualsiasi critica, spinge a commettere un passo falso, dire apertamente ciò che fino a quel momento era stato più che altro insinuato, il piedistallo sul quale si ergeva onnipotente il negazionista traballa, e l’odiatore, il falsificatore della storia, ondeggia e miseramente cade. E’ successo a Piergiorgio Odifreddi, che nel giro di una settimana è riuscito a distruggere – almeno questo ci auguriamo – una fama conquistata attraverso una presenza ossessiva su giornali, tv, libri, convegni, non c’era festival letterario,politico,spirituale che non lo includesse nel programma. Credendosi un illustre esperto in comunicazione, visti gli indubbi risultati raggiunti, non si è reso conto di essere andato oltre, per cui la caduta, causata da una cattiva valutazione, è stata rovinosa. Invece di insinuare come aveva sempre fatto, per una volta ha scritto senza ipocrisie il suo pensiero sul blog ospitato da Repubblica. Non sappiamo quanti lettori abbia, ma tra loro c’era sicuramente Jacopo Jacoponi che a metà ottobre ne ha scritto sulla Stampa, rivelando il vero Odifreddi-pensiero. “Camere a gas ? le conosciamo solo dalla propaganda alleata”, e poi “Norimberga ? Confesso di essere molto vicino alle sue posizioni (di Prienke),il processo (di Norimberga)è stato un’opera di propaganda. I processati hanno dichiarato, con lapalissiana evidenza, che se la guerra fosse andata diversamente, a essere processati per crimini di guerra sarebbero stati gli alleati”. Aggiunge poi Odifreddi, tuttologo per eccellenza, “Non entro nello specifico delle camere a gas, perché di esse so appunto soltanto ciò che mi è stato fornito dal ‘ministero della propaganda’ alleato nel dopoguerra. E non essendo uno storico, non posso fare altro che ‘uniformarmi’ all’opinione comune. Ma almeno sono cosciente del fatto che di opinione si tratti”. Ricorda poi, opportunamente, Jacoponi sulla Stampa, quando Odifreddi paragonava i morti delle Fosse ardeatine “ a quelli causati dai raid israeliani nei territori palestinesi- ‘dieci volte superiori’, a quando un tribunale internazionale per processare e condannare anche Netanyahu e i suoi generali? ”. Sempre sulle camere a gas “ la maggior parte delle persone si forma un’idea su romanzi e film hollywoodiani, ma così nascono i miti”. E possiamo fermarci qui con le citazioni, una più disgustosa dell’altra. L’Odifreddi smascherato ha provocato la risposta di Elena Loewenthal, sempre sulla Stampa, che chiama ‘fetido’ l’odio del nostro verso Israele, usando poi giustamente la parola ‘antisemitismo’, uno strale che finora non era mai riuscito a colpire il prof.di matematica, aggiungendo “ il delirio di parole scatenato da Odifreddi è una sconcezza terribile..” Nello stesso giorno Stefano Jesurum lo accusa di essere un cattivo maestro, visto che scrive e insegna all’università, citando August Bebel ‘ l’antisemitismo è il socialismo degli imbecilli’. Evidentemente non contento delle attenzioni ricevute, Odifreddi ha commesso il secondo errore, ha scritto al direttore della Stampa e a Aldo Grasso, che sul Corriere della Sera del 20.10, in prima pagina, gli aveva rifilato un pezzo al fulmicotone. Entrambi gli hanno risposto citando quanto lo stesso Odifreddi aveva scritto nel suo blog, ma in maniera furbastra aveva evitato di inserire nella replica. Il risultato è stato quello che ognuno si può immaginare, una doppia brutta figura nel giro di qualche giorno. E una fama andata definitivamente in frantumi. D’ora in poi si guarderà con estrema cautela e attenzione dallo scrivere concetti ‘fetidi e sconci’, non perché non gli appartengono più, nelle sue repliche li ha confermati persino aggravandoli, ma perché sa di vivere in un paese dove è meglio essere ipocriti, soprattutto nel linguaggio. E lui, per una volta nella sua vita, ha invece scritto ciò che pensava. Di Odifreddi, purtroppo, è piena l’Italia, fanno meno errori, questo sì, riconoscerli è più difficile, ma con un po’ di volontà si riesce lo stesso a smascherarli. Un errore, prima o poi, come è successo per Odifreddi, lo commetterano.

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