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Angelo Pezzana
Israele/Analisi
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Nuove elezioni nell’Anp, chiede Avigdor Lieberman 22/08/2012

Nuove elezioni nell’Anp, chiede Avigdor Lieberman
Lettera da Gerusalemme, di Angelo Pezzana
 


Avigdor Lieberman, Abu Mazen

Avigdor Lieberman, il Ministro degli Esteri di Israele, non è un politico che ama i riflettori, è mal visto dalla maggioranza dei media, che però ha pochi argomenti per criticarlo, se non attribuirgli l’etichetta di ‘falco’, sempre buona per tutte le occasioni. Oggi, però, è lui ad avere il titolo in prima pagina su Haaretz, che gli dedica un pezzo persino non ostile, equilibrato. Trattandosi di Lieberman, stupisce anche il titolo “ Lieberman, in una lettera ai leader mondiali, chiede nuove elezioni per mandare a casa il presidente all’Anp Mahmoud Abbas”. In questa lettera, inviata ai ministri degli esteri del Quartetto, al Segretario di Stato Usa Hillary Clinton, alla responsabile per gli esteri della UE Catherine Ashton, al Ministro degli esteri russo Sergei Lavrov e al Segretario Generale Onu Ban Ki-moon, Lieberman chiede che l’Anp indica al più presto le elezioni – dovevano essere già indette nel 2010 !- nelle aree sotto il controllo totale dell’Autorità palestinese. Abu Mazen, scrive Lieberman nella lettera, è l’ostacolo più grande al raggiungimento della pace. Il suo è un regime corrotto, tutta la sua politica è finalizzata alla delegittimazione di Israele, sul piano legale e diplomatico, anche se non è direttamente responsabile degli attacchi terroristici contro Israele. Una conduzione che trova opposizione anche all’interno del suo governo. Lieberman si augura che attraverso nuove elezioni emerga una nuova leadership palestinese, in grado di riprendere i colloqui con il governo israeliano.

Nella lettera Lieberman elenca tutti i passi fatti da Israele quest’anno, tra i quali l’accordo finanziario firmato tre settimane fa concernente il passaggio delle merci tra Israele e l’Autorità palestinese, compresa la semplificazione del trasferimento delle tasse all’Anp, che comporterà un rilevante vantaggio per l’economia palestinese. Ha poi ricordato l’aumento di migliaia di permessi di lavoro, per facilitare l’ingresso in Israele dei lavoratori palestinesi. Da parte dell’Anp, scrive ancora Lieberman, si registra invece una accelerazione delle costruzioni illegali nell’area C, il boicottaggio dell’economia israeliana nei territori, persino l’accusa a Israele di avere avvelenato Yasser Arafat causandone la morte.

Abu Mazen è un leader debole, non in grado di condurre seri negoziati. Questa analisi è condivisa dalla Giordania, conclude la lettera di Lieberman, il quale, in un incontro ieri con ex ambasciatori e diplomatici israeliani,  ha affermato che i governi occidentali non sembrano conoscere la posizione di Israele nei confronti dei palestinesi. Senza farne il nome, ha aggiunto Lieberman, ha citato un ministro degli esteri europeo, il quale gli avrebbe confidato di non essere stato mai informato sui reali rapporti fra Israele e l’Anp. Questo spiegherebbe l’atteggiamento sbilanciato dell’Europa a favore dei palestinesi.

Se questo è vero, e non abbiamo alcun dubbio a crederlo, ci auguriamo che un segnale arrivi anche a chi di dovere, affinchè la questione palestinese, nei termini reali di quanto avviene, arrivi ai governi occidentali attraverso i canali ufficiali della diplomazia israeliana, poi seguiranno tutte le iniziative parallele di ‘hasbarà’, ovvero di Public Diplomacy, come è stato deciso di chiamarla. A Tzahal il compito della difesa, ma non è meno importante informare.


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