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Manfred Gerstenfeld
Israele, ebrei & il mondo
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Il doppio standard delle uccisioni extragiudiziali 20/01/2017
Il doppio standard delle uccisioni extragiudiziali
Analisi di Manfred Gerstenfeld

(Traduzione di Angelo Pezzana)

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Le reazioni dei governi democratici verso le uccisioni extragiudiziali variano fortemente a seconda degli stati che le commettono. In concreto, si dovrebbe dire: L’applicazione del doppio standard contro Israele – che è l’elemento centrale dell’antisemitismo - vale anche per le uccisioni extragiudiziali.

Lo esamina chiaramente il giornalista francese Vincent Nouzille nel suo recente libro “Errori Fatali”, dove ricorda che il presidente François Hollande ha approvato almeno quattro uccisioni extragiudiziali tra il 2013 e il 2016. Alcune eseguite dall’esercito francese o dalle forze di sicurezza. Altre da paesi alleati su informazioni fornite dai servizi di intelligence francesi. Su questi omicidi si è pubblicato quasi nulla sui media francesi. Questo silenzio si differenza moltissimo dalla decisa condanna di Israele dopo l’esecuzione di Sheikh Ahmed Yassin, eliminato nel 2004 da Israele, leader dell’organizzazione terrorista Hamas, diretto responsabile di kamikaze suicidi specializzati nelle stragi di civili israeliani. Israele venne condannata verbalmente in modo massiccio. L’allora Segretario Onu Kofi Annan disse “Condanno l’assassinio mirato di Sheikh Yassin e gli altri che sono morti con lui. Queste azioni sono non solo contrarie alla legge Internazionale, ma non aiutano certo la ricerca di una soluzione pacifica”. Gli Usa dovettero porre il veto al Consiglio di Sicurezza per evitare la condanna di Israele.

Dopo la morte di Sheikh Yassin, il portavoce del Ministro degli Esteri francese Hervé Ladsous disse “La Francia condanna l’azione intrapresa contro Sheikh Yassin, come ha sempre condannato il principio di tutte le esecuzioni extragiudiziarie contrarie alla legge internazionali”. L’uccisione di Sheikh Yassin da parte di Israele venne definito dall’allora Segretaio agli Esteri Jack Stra “inaccettabile e ingiustificata”. Il porta parola ufficiale dell’allora Primo Ministro laburista Blair, condannò l’ attacco “illegale” affermando “ci siamo più volte opposti all’uso che Israele fa degli assassini mirati”.

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La dimostrazione più chiara della diffusione in Occidente del doppio standard contro Israele riguarda, però, il paragone dell’assassinio di Sheikh Yassin con Osama Bin Laden da parte degli Usa nel 2011. L’Amministrazione di Obama ha investito enormi somme di denaro per rintracciare e poi uccidere il terrorista. L’allora Segretario Generale Onu Ban Ki Moon disse “ La morte di Osama Bin Laden, annunciata dal Presidente (Barack) Obama l’altra sera, è uno spartiacque nella nostra comune guerra globale contro il terrorismo”. Il Presidente Nicholas Sarkozy ha salutato l’uccisione di Bin Laden come una mossa brillante nella lotta al terrorismo. Ha chiamato il Presidente Obama, elogiando la sua determinazione e il suo coraggio, insieme a coloro che per dieci anni hanno combattuto Al Qaeda. Sarkozy ha poi aggiunto che i due capi di stato continueranno la guerra necessaria contro il terrorismo e coloro che lo sostengono. L’allora Primo MInistro inglese David Cameron si congratulò con il Presidente Obama per il successo dell’eliminazione di Bin Laden, considerandolo un decisivo passo avanti nella lotta al terrorismo estremo. L’ex Primo Ministro Blair elogiò l’esecuzione di Bin Laden. Come quello francese, il governo inglese a guida Cameron lodò l’assassinio extragiudiziario. Nel 2015 confermò che la Gran Bretagna aveva organizzato due esecuzioni extragiudiziarie contro dei cittadini inglesi che combattevano con l’Isis in Siria, eliminandoli con l’uso di un drone. Un terzo jihadista inglese venne ucciso, come rivelò Cameron, in un attacco aereo. In quanto al doppio standard riguardante Israele, c’è un’altra importante conclusione: Israele ha eliminato un nemico palestinese. Francesi e inglesi l’hanno fatto contro i propri cittadini. Ma gli odiatori di Israele, probabilmente, non fanno differenze.

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Manfred Gerstenfeld è stato presidente per 12 anni del Consiglio di Amministrazione del Jerusalem Center for Public Affairs. Collabora con Informazione Corretta. E' appena uscito il suo nuovo libro "The war of a million cuts" (in inglese). E' una analisi di come ebrei e Israele sono delegittimati e come farvi fronte, recensita alla pagina http://jcpa.org/book/the-war-of-a-million-cuts-the-struggle-against-the-delegitimization-of-israel-and-the-jews-and-the-growth-of-new-anti-semitism/


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90
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