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Giovanni Quer
Israele: diritto e società
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Il caso del rav Krim e la demolizione delle case dei terroristi ebrei 28/11/2016
Il caso del rav Krim e la demolizione delle case dei terroristi ebrei
Analisi di Giovanni Quer

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Rav Eyal Krim

La Corte Suprema è spesso criticata. Troppo interventista, sostengono gli strenui difensori del governo. Troppo timida, sostengono i liberals. In Israele è considerata una roccaforte della democrazia. Di recente tratta di due casi importanti: la nomina del rav Eyal Krim a rabbino capo dell'esercito e la demolizione delle case dei terroristi ebrei. Rav Eyal Krim è stato nominato rabbino capo dell'esercito a giugno, dopo un periodo di consultazione su altri candidati, come Beni Lau, conosciuto per essere moderato. Il Capo di Stato Maggiore si è trovato di fronte a un dilemma: cambiare linea del rabbinato militare o continuare sulla stessa tradizione.

Gli ultimi due rabbino capo sono stati conosciuti per aver rafforzato le posizioni meno moderate del mondo religioso. Come eredità degli ultimi due rabbinati vi sarebbero: una forte tensione tra laici e religiosi nell'esercito, sempre più divisioni sulla questione delle donne nelle unità combattenti, una presa delle posizioni ultra conservatrici nei college pre-militari per religiosi. Secondo alcune analisi, la nomina di Krim sarebbe stata il frutto di una strategia. Candidati troppo moderati non sarebbero stati forti abbastanza per le frange più conservatrici che hanno consolidato il potere nel rabbinato. Un candidato che è continuità avrebbe causato uno scandalo politico, e così è stato.

A seguito della nomina, membri della Knesset di Meretz, tre donne, hanno fatto ricorso all'Alta Corte di Giustizia, impugnando la decisione di nomina, ed evidenziando le posizioni politiche e sociali del rav Krim. Tra le frasi incriminate: le donne non dovrebbero essere giudici perché sono sentimentali. Le donne prigioniere in tempo di guerra possono essere oggetto di stupro. I soldati ebrei non dovrebbero mescolarsi ai non ebrei. Le donne non dovrebbero fare l'esercito. Gli omosessuali vanno trattati come dei malati. La Corte Suprema ha bloccato la nomina e imposto al rav Krim di esprimersi sulle due posizioni definite "scioccanti", mentre il Capo di Stato Maggiore ha sempre difeso la nomina. Krim torna sui suoi passi, chiarisce, è costretto ad abbandonare alcune visioni.

Ora c'è un rabbino che per il mondo ultra-conservatore è un martire di un complotto dei laici, con grande potere sugli oltranzisti, mentre sarà estremamente legato al Capi di Stato Maggiore per via del suo appoggio. Le ricorrenti hanno abbandonato la causa.

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La Corte Suprema israeliana

Altra questione estremamente delicata che la Corte dovrà affrontare è il ricorso presentato dalla famiglia Khdeir, il cui figlio è stato ucciso da due terroristi ebrei nel 2014. Nel ricorso gli Khdeir chiedono alla Corte perché le case dei terroristi che hanno rapito e poi bruciato vivo il loro figlio non sono state demolite, mentre il governo usa la pratica con i terroristi arabi. La politica di demolizione origina dal "Defence Emergency Regulation" 195 del Mandato Britannico ed è a periodi utilizzata come politica anti-terroristica. Spesso è anche criticata come atto punitivo e contraria al diritto internazionale. Il governo si è difeso sostenendo che poiché i crimini di odio sono commessi in maniera molto maggiore da arabi e non da ebrei, la forza deterrente delle demolizioni è da esercitarsi sugli arabi e non sugli ebrei.

I giudici hanno ordinato al governo una valutazione della forza di deterrenza delle demolizioni evidenziando che la differenza tra arabi ed ebrei non dovrebbe essere la questione. Se le demolizioni hanno una forza deterrente così forte, allora è il caso di usarle anche nei casi di terroristi ebrei, anche se il loro numero è inferiore ai terroristi arabi, hanno detto i giudici, criticando la posizione del governo come non convincente. Tra un mese, la risposta del governo e poi la decisione che sarà in un qualsiasi caso rivoluzionaria: se si decide che la differenza di trattamento e giustificata, si apre la porta a una disparità tra cittadini ebrei e non ebrei; se si decide per la parità di trattamento, allora il governo saprà agire con forza anche nei casi, pur pochi, di terroristi ebrei o lascerà perdere la misura delle demolizioni tour court? Non è compito del governo o di un esercito essere "egualitari". Ma è compito dei giudici verificare che decisioni e politiche siano legali e "costituzionali". Questi due recenti casi porteranno un enorme cambiamento nei rapporti tra stato e religione, di recente sempre più tesi, e nei rapporti tra ebrei e arabi in Israele.

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Giovanni Quer


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