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Giovanni Quer
Israele: diritto e società
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La politica palestinese all'UNESCO: negare i legami ebraici con Gerusalemme 14/10/2016
La politica palestinese all'UNESCO: negare i legami ebraici con Gerusalemme
Analisi di Giovanni Quer

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Il Muro occidentale, a Gerusalemme

Dopo aver fatto approvare una risoluzione all'Executive Board dell'UNESCO in aprile che non fa riferimento ai siti sacri ebraici a Gerusalemme, altre due iniziative giordano-palestinesi di imporre la narrativa storica araba nella comunità internazionale ritornano all'UNESCO questa settimana. Questo giovedì l'Executive Board si riunirà per votare su una risoluzione proposta da Autorità Palestinese e Giordania sui siti sacri di Gerusalemme. A fine mese, la World Heritage Committee si riunirà per votare su una simile risoluzione che dovrebbe condannare Israele per i danni causati ai luoghi sacri islamici - compresi gli scavi al tunnel del Muro Occidentale e la cittadella di David.

Il linguaggio dell'UNESCO già parla di "al-Buraq Plaza" e solo tra parentesi include l'espressione "Western Wall Plaza". Al-Buraq è una figura mitologica islamica che secondo il Corano ha trasportato Maometto dalla Mecca alla "moschea lontana", interpretata in epoca recente come la Moschea di Al-Aqsa. La battaglia sul diritto storico a Gerusalemme era incominciata con i dialoghi tra Israele e OLP: Arafat aveva già capito che per negare le rivendicazioni israeliane su Gerusalemme, avrebbe dovuto sviluppare una memoria storica esclusivamente islamica sulla città. Così a Camp David 2000 si è rifiutato di accettare la divisione di Gerusalemme, perché è islamica, pretendendo di garantire agli ebrei l'accesso al Muro Occidentale in una futura al-Quds (nome arabo per Gerusalemme) capitale della Palestina. Allo stesso modo si fa riferimento a al-Haram al-Sharif e non al Monte del Tempio, preferendo la versione arabo-islamica.

Inoltre, la risoluzione conterrebbe ferme condanne contro Israele per gli scavi al tunnel del Tempio, gli scavi archeologici alla cittadella di David, e i presunti ostacoli ai lavori di rinnovamento e manutenzione dei luoghi sacri islamici - che Israele però nega, provando che i progetti di rinnovamento invece avvengono. Infine, un ulteriore patrimonio dell'umanità sarebbe iscritto nella lista dei luoghi in pericolo, la "Palestina - Terra di Olivi e Vigneti", danneggiata dalla barriera difensiva, abbandono ed esproprio.

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L'UNESCO è diventato un altro fronte di battaglia nel conflitto arabo-israeliano, rispecchiando l'importanza delle visioni storiche e politiche delle rivendicazioni arabe e ebraiche. La strategia palestinese è di denunciare la "giudeizzazione" di Gerusalemme, termine che è diventato comune nella pubblicistica e nel linguaggio delle organizzazioni internazionali. Israele avrebbe come scopo la cancellazione della memoria storica araba e islamica della Palestina e di Gerusalemme in particolare. Israele risponde portando prove archeologiche sulla presenza ebraica, sull'esistenza del Tempio e di altri legami storici tra il popolo ebraico e Gerusalemme. Anche leader cristiani palestinesi si associano alla denuncia di "giudeizzazione" di Gerusalemme. L'espressione araba "tahuid al-quds" gode anche di una pagina di spiegazione su wikipedia, con versione italiana (https://it.wikipedia.org/wiki/Giudaizzazione_di_Gerusalemme).

E' importante notare che l'UNESCO non si distanzia dal contenuto politico delle affermazioni palestinesi, che sono alla base delle ultime ondate di terrorismo. La propaganda per la difesa di al-Aqsa, di al-Quds (sotto pericolo di giudeizzazione), della Spianata delle Moschee, che spesso usa riferimenti e immagini del classico repertorio anti-giudaico, è parte di una comune visione storica e politica che da una parte incita alla violenza e dall'altra gioca sul piano diplomatico la battaglia per la memoria storica. La storia di Gerusalemme rischia di esser ridotta a risoluzioni politiche adottate con maggioranze ideologiche che si prestano a una strategia diplomatica ben precisa: negare la ragione storica del sionismo al legame nazionale e culturale dell'ebraismo con la Terra di Israele.

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Giovanni Quer


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