Riduci       Ingrandisci
Clicca qui per stampare

 
Ugo Volli
Cartoline
<< torna all'indice della rubrica
I nazisti rossi sulle orme dei loro nonni nazisti neri 26/04/2018

I nazisti rossi sulle orme dei loro nonni nazisti neri
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

A destra: la Brigata Ebraica sfila a Milano

Cari amici,
scusate se torno ancora sull’argomento che ho trattato ieri (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=70339) e tre giorni fa (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=&sez=280&id=70312), cioè il 25 aprile, ma la questione è troppo importante, perché ha a che fare con la natura stessa del nostro stato, col fondamento della nostra convivenza civile - anche se Salvini non sembra rendersene conto. L’Italia è stata liberata nel 1945 dalla lenta e difficile risalita degli Alleati (soprattutto inglesi e americani, ma anche francesi e canadesi e fra essi la Brigata Ebraica, 5000 volontari che hanno lasciato la relativa sicurezza di cui godevano nella Terra di Israele per venire a combattere Hitler in Italia). I partigiani hanno avuto un’importante funzione morale, ma non militare. Fra essi, scusatemi se insisto, c’erano sì comunisti, ma anche socialisti, azionisti, democristiani, liberali e monarchici come Edgardo Sogno. E c’erano molti ebrei. Nessun arabo partecipò alla Resistenza, anche se l’ANPI grottescamente oggi prova a sostenere il contrario, parlando dei marocchini nell’esercito francese, noti soprattutto per le terribili violenze di cui si resero colpevoli, soprattutto nei riguardi delle donne (https://www.piacenza24.eu/resistenza-lanpi-alla-comunita-islamica-tra-i-partigiani-anche-numerosi-musulmani/). Una vergogna. I “palestinesi” poi avevano sì una Brigata, anzi una divisione. Di SS. Comandata dal loro padre spirituale, il muftì di Gerusalemme al Husseini, amico di Hitler e di Himmler.

Sono cose che vi ho già detto, ma vale la pena di ripeterle. Vi scrivo oggi perché è necessario un commento alla giornata. A Roma la Comunità ebraica ha dovuto rinunciare alla manifestazione “unitaria” perché l’ANPI ha scelto di nuovo di dare spazio agli eredi di Al Husseini, che oggi a Gaza assaltano i confini di Israele sventolando la svastica e incitando ad ammazzare tutti gli ebrei. Questo non meraviglia. non ci sono più partigiani in questa associazione, che ormai è un gruppetto ultrasinistro, senz’altre basi che l’odio per l’”imperialismo” e l’appoggio a tutti i dittatori terzomondisti. Andate sul loro sito e troverete solenni proteste per il bombardamento alleato delle istallazioni che servono al macellaio Assad per gasare la sua popolazione (http://www.anpi.it/articoli/1971/lattacco-alla-siria-viola-la-legalita-internazionale-il-governo-italiano-lo-condanni).

A noi a Milano è andata bene. Nel senso che nel corteo noi c’eravamo, con le nostre bandiere. E gli antisemiti non erano ufficialmente ben accetti. Ma erano lì, quattro gatti qua e là, organizzati però con manifesti, altoparlanti, banchetti, bandiere palestiniste... e siriane (questo sarebbe molto piaciuto, immagino, all’ANPI nazionale). Siamo dovuti passare per le solite forche caudine di San Babila e sentirci gridare “assassini” e “sionisti fuori dal corteo” (ma il senso chiaro era “ebrei fuori dall’Italia, e certamente fuori dal Medio Oriente, dunque ben accetti per loro solo dentro Auschwitz Birkenau). C’era anche un poster di Natalie Portman, sapete l’attrice americana di origine ebraica che ha rifiutato un premio israeliano con grande clamore mediatico non perché antisraeliana, per carità, ma perché “in Israele si sente a disagio” - probabilmente per allergia ai fiori. Della serie: per i personaggi dello spettacolo e della cultura essere un po’ antisionisti o traditori fa bene alla popolarità.

Immagine correlata
La cerimonia alla Risiera di San Sabba, Trieste

La cosa veramente grave è accaduta a Trieste, la città dove sono nato. Per chi non lo sapesse, Trieste è stata sede dell’unico campo di sterminio in Italia, la Risiera di San Sabba, un impianto minore nell’organizzazione industriale del genocidio, ma dove sono morte o sono state bruciate tante persone, soprattutto ebrei di Trieste e della Yugoslavia, ma anche partigiani e altri - con la volonterosa collaborazione o almeno omertà della città, visto che sta nel recinto urbano e tutti sapevano che cosa vi si svolgeva e da dove venivano l’odore disgustoso che ne usciva, le urla e le ceneri scaricate a mare. La cerimonia del 25 aprile si svolge in questo luogo terribile. Bene, quest’anno gli ultrasinistri e i loro protetti arabi hanno fischiato e contestato il sindaco che ricordava la natura del luogo e anche il rabbino locale, tanto da costringere quest’ultimo e buona parte degli ebrei presenti ad abbandonare la cerimonia ed andarsene. (http://www.ansa.it/friuliveneziagiulia/notizie/2018/04/25/25-aprile-sindaco-e-rabbino-contestati-in-risiera-san-sabba_0e056dc9-a864-4410-b51a-c3549ad0ec02.html)

Capite, gli ebrei cacciati dai luoghi in cui i loro correligionari, magari i loro parenti sono stati sterminati, ad opera di gente le cui famiglie probabilmente collaborarono al genocidio. Con il silenzio accondiscendente dell’associazione che pretende di rappresentare la memoria dell’antifascismo.

E’ un pensiero che trovo raccapricciante. Non posso non pensare che quelli che ci hanno contestato a Milano e cacciato dalle manifestazioni a Trieste e a Roma e altrove, se potessero ci metterebbero di nuovo sui treni piombati. Che in fondo i loro nonni avevano ragioni buone (cioè cattive) come le loro per dare la caccia agli ebrei. Allora eravamo nemici della nazione, demo-giudo-pluto-massoni, usurai, capitalisti e bolscevichi assieme. Oggi siamo razzisti, antiarabi, imperialisti, islamofobi. Sia allora che oggi ammazziamo i bambini per rubarne il sangue, avveleniamo i pozzi, togliamo al popolo soldi e acqua. C’è una sola differenza. Oggi abbiamo uno stato. Ci possiamo difendere meglio di quando dovevamo ribellarci a mani nude nel ghetto di Varsavia. Quando arrivano dei terroristi impugnando la svastica per cercare di ammazzarci, usiamo i fucili. Quando allestiscono delle basi per bombardarli, usiamo l'aeronautica. Per questo odiano Israele: perché gli impedisce di scannare gli ebrei a piacimento.

Immagine correlata
Ugo Volli

PS1: In Germania oggi era il giorno della kippà: dei volonterosi tedeschi non ebrei giravano col copricapo ebraico per esprimere solidarietà. Due giorni fa l’ha fatto anche un arabo isolato, per vedere l’effetto che fa ed è stato aggredito (http://www.repubblica.it/esteri/2018/04/18/news/berlino_ebrei_aggrediti-194200604/). Nel frattempo è stato fatto un appello perché gli ebrei non portino segni visibili della loro identità: http://israelbehindthenews.com/simon-wiesenthal-center-unsafe-to-wear-kippahs-in-german-cities-german-authorities-are-failing-to-protect-jewish-citizens-or-curb-anti-semitism/17239. Ma un altro amico di Israele, un editore importante, ha ammonito: non contate su di noi per la vostra sicurezza, la Germania al momento buono non vi aiuterà (http://www.jpost.com/International/German-CEO-Israel-should-no-longer-rely-on-Germany-for-its-existence-552571). Grazie dell’avviso, l’avevamo capito.

PS2: In Gran Bretagna il partito laburista, governato dall’ultrasinistro Corbyn, è affetto da continui scandali di antisemitismo, che toccano anche personalmente il leader. Due giorni fa c’è stato un incontro fra Corbyn e i dirigenti più rappresentative delle organizzazioni ebraiche britanniche, che essi hanno definito “profondamente deludente”, perché il leader laburista ha detto di essere sì contro l’antisemitismo, ma che bisogna distinguerlo dall’antisionismo ecc. ecc. In sostanza ha rifiutato di fare qualunque cosa. (https://www.theguardian.com/politics/2018/apr/24/jewish-leaders-dismiss-corbyn-meeting-on-antisemitism-as-missed-opportunity)

PS3: Non vi parlo degli altri paesi, perché la storia è uguale.

PS4: Mi chiedo solo: che ci stiamo a fare noi ebrei in un continente che non ci vuole? Fino a quando potremo resistere?


Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui