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Ugo Volli
Cartoline
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Un inciampo sulla strada di Eurabia 25/09/2017
Un inciampo sulla strada di Eurabia
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Cari amici,

scusatemi se mi unisco anch’io al coro assordante dei commenti sulle elezioni tedesche. Ma ho letto molte affermazioni insensate e penso che sia urgente rettificarle. Sappiamo tutti che sia la Cdu (che poi sarebbe la Dc tedesca) che la Spd (i socialdemocratici) hanno perso circa un quarto dei loro voti. Nel 2014 insieme facevano il 67% (41,5% + 25,7%) oggi arrivano si e no al 53 (33% + 20%): una sconfitta pari per entrambi che hanno segnato il loro peggior risultato della storia. La cosa è tanto più grave se si pensa che la Germania ha un Pil che quest’anno aumenta del 2%, un bilancio statale in attivo, una disoccupazione intorno al 6%, stipendi medi alti, inflazione inesistente. E’ molto raro nella storia che un governo con buoni risultati economici perda le elezioni, in particolare così alla grande.

La spiegazione è ovvia e si chiama immigrazione. La Merkel ha deciso tutta da sola, contro una bella fetta del suo partito, ma con il consenso della Spd di portarsi a casa un paio di milioni di clandestini: i sondaggi erano contro, le cronache parlavano di stupri di massa, di terrorismo diffuso e di criminalità alle stelle, benché nascosti dai giornali, i segnali nelle elezioni locali e anche nel resto d’Europa erano inequivocabili, ma lei ha pensato evidentemente che i suoi elettori avrebbero ubbidito e che quel che contava era il plauso di Obama, Bergoglio, Junker, Mogherini e compagnia bella. Per fortuna in Germania c’è una democrazia funzionante e gli elettori hanno votato con chiarezza. Come avevano del resto fatto in Francia, in Olanda, in Austria, dove le posizioni filo-europee (nel senso di filo-immigrazione) erano passate per un pelo, mostrando la profonda insoddisfazione dell’elettorato e distruggendo in particolare i partiti di sinistra democratica. Come dice il proverbio, errare humanum, perseverare diabolicum. Ma non c’è dubbio che Merkel persevererà, magari traccheggiando un pochino e facendo finta di tener conto dell’insoddisfazione popolare, come hanno fatto nei paesi che ho citato. E dunque la caduta è destinata a proseguire, perché con tutta chiarezza la cultura politica di una centralizzazione europea, di una snazionalizzazione dei paesi del nostro continente, ottenuta anche grazie all’importazione di masse di invasori islamici falsamente definiti rifugiati, è del tutto inadeguata e rifiutata dall’elettorato di tutto il mondo, dall’America di Trump alla Nuova Zelanda (dove ha vinto la destra) dalla Norvegia (idem) alla Germania.

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Se si guarda alla dinamica dei flussi elettorali, appare chiaro che la Merkel, eletta nel ‘14 da una base di centro destra, si è spostata a sinistra, tagliando l’erba sotto i piedi al centrosinistra Spd e aprendo contemporaneamente uno spazio alla sua destra, occupata dall’Afd. Il mondo politico si è spostato a sinistra, mentre il paese stava fermo o guardava a destra, attento a bisogni di sicurezza e identità. Quelli che parlano dell’Afd come di un partito nazista sono disinformati o in malafede. L’elettorato è lo stesso che fino a qualche anno fa votava per Merkel e anche per i socialdemocratici (trovate qui una grafica con la provenienza dei voti: https://pbs.twimg.com/media/DKgcQVpW4AIB1Rc.jpg). L’Afd ospiterà dei pochi di buono di ideologia nazista, che per altro hanno frequentato a lungo anche la Cdu e il partito comunista dell’Est, appena più mimetizzati; ma la sua piattaforma programmatica è liberale e filoisraeliana (guardate qui se non ci credete: https://t.co/JG0zuXPEXN). E del resto hanno dato del nazista a Trump, che ha una figlia convertita all’ebraismo e appoggia Israele, Wilders, un liberale che non si dimentica di aver vissuto un paio d’anni in un kibbutz ed è uno dei migliori amici di Israele, a Salvini, che ha tutt’altre idee e qualcuno ha osato usare quest’arma anche contro la famiglia Netanyahu… Quella che qualche spiritoso, credo il grande filosofo ebreo Leo Strauss, ha chiamato “reductio ad Hitlerum” (https://it.wikipedia.org/wiki/Reductio_ad_Hitlerum) non funziona più.

Certamente non c’è da gioire come se avesse vinto la “nostra parte”, e certamente le cose si fanno difficili per la Germania e l’Europa. Se vorrà fare un governo, Merkel avrà bisogno dei Verdi o della Spd, che sono ancor più filoclandestini di lei; Ma la Spd si rifiuta, vuole rigenerarsi nell’opposizione come la sinistra sempre si illude di poter fare, anche in Italia. E allora avrà bisogno dei liberali, che sono molto più freddi in proposito. Insomma non è chiaro che cosa accadrà. Ma una cosa è certa, che l’elettorato europeo non è allineato con le politiche dell’eutanasia delle nazioni. Farà bene a considerarlo anche Renzi, che sullo ius soli dovrà scegliere fra la pressione clericale (e di tutto quel confuso e impotente calderone che resta alla sua sinistra, fra sindacati, partitini, intellettuali “progressisti” che amano l’islamofascismo) e la volontà dell’elettorato. Sarà interessante vedere come sceglierà. Perché la prossima pietra di inciampo sull’accidentata strada di Eurabia si trova in Italia.

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