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Ugo Volli
Cartoline
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Date un’occhiata a un libro che vi suggerisco e capirete tutte le ragioni palestinesi 21/06/2017
Date un’occhiata a un libro che vi suggerisco e capirete tutte le ragioni palestinesi
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

A destra: la copertina del libro

Cari amici,

è un vero peccato che Israele si debba battere con un popolo così antico e ben definito come i Palestinesi, così ricco di antichi poemi epici, monumenti architettonici straordinari, lirici medievali, filosofi classici, potenti re e particolarissimo folklore, un popolo che ha sempre difeso i suoi confini fino alla morte, che ha costruito una burocrazia illuminata e una splendida capitale. Non lo sapevate? Vi consiglio di leggere un libro che vi racconta tutte queste cose. Si chiama “A History of the Palestinian People: From Ancient Times to the Modern Era”, è un libro importante, ve lo raccomando caldamente. Mi fa anche piacere che l’autore abbia un cognome somigliante al mio, chiamandosi Assaf Voll. Lo potete trovare su Amazon a questo indirizzo (https://www.amazon.com/History-Palestinian-People-Ancient-Modern/dp/154683124X/ ma questo è un altro indirizzo se per caso su Amazon fosse esaurito: https://www.createspace.com/7175932). Se volete leggerne una recensione, la trovate qui http://www.jewishpress.com/blogs/muqata/a-history-of-the-palestinian-people-from-ancient-times-to-the-modern-era/2017/06/18/. Se non volete affrontare la spesa, intorno agli 8 euro, è disponibile un pdf scaricabile gratuitamente delle bozze, purtroppo solo in ebraico, ma vi consiglio vivamente di dare un’occhiata, perché il ricchissimo apparato iconografico, col ritratto di tutti i re di Palestina, le riproduzioni dei preziosi manoscritti della sua letteratura, soprattutto le mappe dell’antico stato di Palestina sono perfettamente godibili anche qui. Apritelo, per favore e vi godrete una meravigliosa esperienza culturale che vi darà la sintesi dell’identità palestinese al di là delle barriere di lingua: https://docs.wixstatic.com/ugd/5f57ba_
4af6d78be82a4ac0bbf2cf747697d157.pdf
.

Avendo così approfondito la sostanza della cultura palestinese, immagino che non avrete dubbi nel valutare la meritoria iniziativa dell’Autorità Palestinese che ha chiesto al consiglio dell’Unesco non solo di proclamare di nuovo che la Tomba dei Patriarchi di Hebron fa parte dell’eredità culturale del popolo palestinese, come aveva già fatto nella famosa delibera su Gerusalemme dell’anno scorso (http://jcpa.org/article/unescos-latest-resolution-jerusalem-much/), ma anche di dichiararle “monumento in pericolo. In pericolo, naturalmente, per via dell’occupazione israeliana" (http://www.jpost.com/Arab-Israeli-Conflict/Palestinians-to-claim-Tomb-of-Patriarchs-on-UN-Heritage-List-497033). Non c'è alcun dubbio, come vedrete dalle abbondanti argomentazioni e dalla ricca documentazione del libro, che le tombe di Hebron facciano parte del patrimonio palestinese e vadano rivendicate (https://unitedwithisrael.org/pa-demands-unesco-make-cave-of-the-patriarchs-a-palestinian-world-heritage-site/). Infatti esse contegono le spoglie di Abramo, Isacco e Giacobbe e delle loro spose. Abramo, secondo il testo biblico, è antenato anche degli arabi (ma i palestinesi pretendono di essere discendenti del Filistei, che non erano semiti, ma indoeuropei, provenienti probabilmente da Creta e dalla Grecia).

Immagine correlata
La tomba dei patriarchi a Hebron

Ma il progenitore mitico degli arabi è Ismaele, che non è sepolto lì, mentre lo è il suo concorrente Isacco: vi ricordate la storia della cacciata di Ismaele per opera di Sara (sepolta anch'essa lì) in seguito alla nascita di Isacco? Giacobbe, poi, dopo molte avventure lottò con un angelo per una notte intera e gli fu dato per questo il nome Israele ("perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai prevalso"). Certo che gli israeliani in un posto dove è sepolto un eroe che si chiama Israele non possono c'entrare nulla, un po' come i giudei (gli stessi israeliani), se vivono in Giudea sono occupanti. Logico, no? Aggiungeteci che le tombe, oggetto di reverenza ebraica almeno fin dai tempi in cui il re di Hebron si chiamava Davide (si, quel Davide, quello di Gerusalemme, che iniziò da lì il suo regno), furono ricoperte dallo splendido edificio, che si può vedere ancora oggi, di Erode (non quello di Gesù, quello dell'ampiamento della spianata del Tempio di cui oggi si vede il muro occidentale, di Cesarea e dell'Herodion, il quale, guarda un po', era re di Giudea, di origine idumenea, ma convertito all'ebraismo da generazioni).

Insomma l'edificio che contiene i patriarchi del popolo ebraico, l'edificio costruito da un re di Giudea, il luogo di tremila anni e passa di culto ebraico, da cui sì, gli ebrei furono espulsi durante l'occupazione turca (potevano arrivare a pregare solo fino al quinto gradino, credo, delle scale esterne) e poi del tutto, anche dalla città, da quella giordana, è ovviamente patrimonio culturale palestinese. Non dubitiamo che l'Unesco faccia passare la mozione, anche perché il segretario dell'Onu ha dichiarato di non volersene occupare (http://www.jewishpress.com/news/eye-on-palestine/un-secy-gen-spokesperson-hebron-cave-of-patriarch-is-unescos-mandate/2017/06/18/). Che poi gli ebrei si oppongano (http://www.timesofisrael.com/jewish-group-urges-unesco-to-reject-palestinian-calls-to-place-hebron-on-danger-list/) è normale e non dovrebbe preoccupare nessuno. Pensate che pretendono di avere un legame storico con Gerusalemme, loro che in realtà sono arrivati solo nel '67 a occupare la capitale immortale del popolo palestinese... Ma adesso per fortuna tutte le ragioni dei palestinesi, ma proprio tutte stanno scritte nel libro che vi ho indicato. Date un'occhiata, vi prego, qui (https://docs.wixstatic.com/ugd/5f57ba_
4af6d78be82a4ac0bbf2cf747697d157.pdf
), non abbiate paura e vedrete com’è giusta la rivendicazione palestinese di Hebron, di Gerusalemme e di tutta Israele.

Immagine correlata
Ugo Volli - clicca sulla copertina del libro per tutte le informazioni e procedere all'acquisto

http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

www.jerusalemonline.com
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