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Ugo Volli
Cartoline
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Allegria sulle fake news 07/06/2017
Allegria sulle fake news
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

A destra: fake news contro Donald Trump

Cari amici,

siete preoccupati? Impauriti? Arrabbiati? Vi capisco benissimo. La situazione in cui viviamo è davvero preoccupante. Per il terrorismo? Ma no, per carità, non avete sentito quel che ha detto il sindaco di Londra? E sì che ve l’ho detto anche ieri. Il buon uomo si chiama Sadiq Khan, cioè sadic di nome e Khan di cognome (“Mi chiamo Khan… Gengis Khan come avrebbe potuto dire James Bond, in un film… con questi benedetti inglesi, così attaccati al loro humour, bisogna aspettarsi che il prossimo sindaco si chiami Crudelia di nome e Devilon di cognome…). E ha dichiarato in una bella intervista in metropolitana che il terrorismo fa parte integrante della vita delle grandi città… un po’ come il traffico e la movida, aggiungo io, non vorrete mica farne a meno, anche se vi disturbano un po’ il sonno...

Dunque no, non bisogna preoccuparsi del terrorismo, che poi, diciamolo pure, è spesso una notizia esagerata dai nemici del progresso e dell’accoglienza… Proprio delle notizie esagerate o addirittura false bisogna preoccuparsi, impaurirsi, arrabbiarsi. Di quella che qualche spiritosone chiama “demenza digitale”. Di quelle notizie non ufficiali che non passano attraverso il vaglio scrupoloso dei giornaloni, degli uffici stampa dei partiti, delle note diffuse dal governo, insomma, diciamolo pure, di quelle fakenews che dicono per esempio che Trump non ha fatto nessun danno a mollare l’accordo di Parigi, che sul clima non aveva nessun impatto ma serviva ad azzoppare l’industria americana, oppure – orrore, orrore! - che il terrorismo c’entrerebbe con l’Islam e con gli immigrati clandestini i quali non sarebbero neppure santi “rifugiati”, ma gente pericolosa, ben disposti a violentare le donne troppo libere per le loro abitudini e magari a mandare al cimitero un po’ di infedeli alla prima occasione propizia…

Ossignur che cosa ho scritto, fakenews allo stato puro, degne di quel sito non omologato su cui scrivo… chissà se non troverò un politico a scomunicarmi e magari un magistrato a incriminarmi… queste non sono opinioni rispettabili, sostenute da fatti, sono fakissime non news e quindi non ascoltatele affatto. Prendete le notizie che vi servono dalle ufficialissime sezioni locali della vecchia pravda, in Italia Repubblica, in Francia Le Monde, in Gran Bretagna il Guardian e soprattutto quel San Pietro, che dico quella Tour Eiffel, quell’Empire State Building dei giornali che è il New York Times. E se cercate una televisione e non avete il coraggio di usare Al Jazeera, che un po’ di zolfo puzza ancora, organo com’è di quell’emirato del Qatar che perfino stati non proprio impeccabili come l’Egitto e l’Arabia, non solo il nemico Israele hanno descritto come finanziatore e sostenitore dei terroristi, ricorrete a CNN il grande e virtuoso network democratico che ospita sistematicamente quella comica che - solo per scherzare eh: castigat ridendo mores – ha di recente esibito sullo schermo come modello di azione per tutti una bella testa decapitata di Trump, con tanto di sangue dappertutto (http://www.ilgiornale.it/news/mondo/trump-decapitato-usa-sotto-choc-1404195.html) e quell’altro giornalista che (per essere preciso, eh, solo per accuratezza giornalistica) parla dello stesso Trump con l’elegante espressione “a piece of sh". Che in italiano si tradurrebbe “un pezzo di m.": http://uk.businessinsider.com/reza-aslan-trump-a-piece-of-shit-cnn-london-attack-2017-6?r=US&IR=T). Giornali meravigliosi, il cui motto è “tutto ben madama la marchesa” - salvo Trump, evidentemente).

Immagine correlata
L'invasione delle fake news

Be’, a questi campioni mondiali della political correctness sono successe due cose interessanti, che mi permetto di richiamarvi qui – solo perché sono un po’ cattivello eh, senza alcuna intenzione di criticarli per davvero. La prima riguarda il New York Times, che circa un anno fa pubblicò un editoriale in cui dichiarava che contro l’emergenza Trump avrebbe sospeso la sua vecchia politica di separare i fatti dalle opinioni, e avrebbe introdotto la sua ideologia radicalmente antitrumpista anche nelle cronache, cioè avrebbe arrangiato i fatti come pensava meglio – per il nostro bene, eh. Da allora non ha mai smesso di farlo e si è inventato una montagna di balle contro Trump, trovandone una nuova ogni volta che una vecchia si mostrava insostenibile. Bellissima idea di giornalismo, nobile battaglia, che ha anche il merito di sviluppare la creatività letteraria dei suoi collaboratori, non più limitati al giogo dei fatti realmente avvenuti. Del resto l’ha detto anche Aristotele che la letteratura è più filosofica della storia, perché il verosimile è più universale del vero.

E però c’è un però. Come molti giornali americani e perfino italiani, anche il New York Times a suo tempo si è dotato di un garante dei lettori, che dovrebbe servire a rettificare gli errori e gli atteggiamenti faziosi. E per timida che fosse, a un certo punto la garante dei lettori in carica ha incominciato a protestare almeno un po’ contro le palle. Che fare dunque? Be’, se racconti storie e un controllore, anche uno che hai nominato tu, ti critica, o smetti di raccontarle o cacci il controllore. Il New York Times non ha avuto dubbi, ha cacciato il controllore, anzi per essere più sicuri ne hanno abolito il ruolo (http://www.israelnationalnews.com/Articles/Article.aspx/20594).

E la CNN? Molto semplice, volendo mostrare quanto sono bravi i musulmani e come non c’entrino nulla con il terrorismo, ha mostrato una bellissima manifestazione di mamme islamiche a Londra che protestavano contro i cattivi terroristi. Peccato che le mamme fossero una dozzina (a Londra gli islamici si contano in milioni). E peccato soprattutto che la manifestazione fosse stata inventata e organizzata dalla CNN stessa. Qui (http://www.israelnationalnews.com/Articles/Article.aspx/20594) potete vedere sia il filmato trasmesso dalla CNN (assolutamente non fake, credetemi, anche il papa e la Boldrini potrebbero testimoniare sulla sua political correctness); ma anche un backstage della stessa situazione, questo sì fake, perché mostra il regista che mette a posto i cartelli e sistema la gente, fa vedere la strada dietro vuota vuotissima insomma dimostra che la manifestazione è vera più o meno come quegli spot pubblicitari in cui si vedono i bambini felici che mangiano i bastoncini di platessa fritti. La CNN si è giustificata dicendo che dato che la strada era chiusa, aveva ottenuto dalla polizia il permesso di far entrare le sue dodici manifestanti, o figuranti che evidentemente avevano reclutato prima. Le loro news sono dunque non fake, ma true, vere verissime. Ricordatevi di questi esempi, quando qualcuno vi parla di fake news, interferenze sulle elezioni, media credibili e Internet taroccato. E, come diceva uno che di news se ne intendeva, Mike Bongiorno: Allegria!

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