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Ugo Volli
Cartoline
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La grande illusione 19/10/2016
La grande illusione
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

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Cari amici,

chi di noi si preoccupa almeno un po’ di Israele e del suo posto nel mondo ha seguito nell’ultima settimana la tragicomica vicenda della risoluzione dell’Unesco che, incurante dell’evidenza storica e anche della decenza, nega i legami del popolo ebraico con Gerusalemme e il tempio - con la benevola astensione dell’Italia, che si è ripetuta ieri dopo molte proteste, per cui nessuno può dire che Renzi e Gentiloni non se ne sono accorti. Mi permetto di richiamarvi qui la mia cartolina di domenica su questo tema, se vi fosse sfuggita, perché mi sembra che su questo tema sia importantissima una riflessione e non solo una cronaca o l’agitazione: http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=64083.

Ma mentre a Parigi si svolgeva questa vicenda, un altro organismo ben più importante della “comunità internazionale”, cioè il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, si riuniva venerdì in una “sessione informale”, convocata su richiesta di cinque grandi stati democratici come Angola, Malesia, Venezuela, Senegal e Egitto, per condannare la presenza di ebrei in Giudea e Samaria, cioè nei territori rivendicati dall’Autorità palestinese e dichiararli “ostacoli alla pace” (http://www.jpost.com/Arab-Israeli-Conflict/Venezuela-accuses-Israel-of-war-crimes-against-Palestinians-at-UNSC-470147). Nessuna meraviglia che gli ebrei siano “ostacoli alla pace” o alla fede, o alla prosperità popolare, la pensavano alla stessa maniera Torquemada, Hitler e tutti gli antisemiti della storia. E nessuna sorpresa che a battere la strada sia stato il Venezuela, una dittatura che ha impoverito drammaticamente il suo paese e da dove gli ebrei sono stati costretti per lo più a fuggire per evitare le aggressioni continue di polizia e bande governative. Del resto è chiaro che quella strana entità che i politici “corretti” si ostinano a chiamare “Gerusalemme Est” di cui fa parte il Monte del Tempio e il Muro Occidentale, oggetto delle attenzioni dell’Unesco, è un pezzo degli altrettanto fantomatici “territori occupati”, che Israele dovrebbe consegnare ai terroristi. La riunione del consiglio di sicurezza va insomma nella stessa direzione della risoluzione dell’Unesco, senza però entrare nel merito di storia e geografia, il che testimonia che all’Onu piove sempre sul bagnato, ovvero che non si smette mai di condannare lo stato ebraico, per un motivo o per l’altro.

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Quel che ha fatto rumore in Israele è che a testimoniare contro Israele in questo splendido contesto siano andate due organizzazioni che sono sempre state di sinistra e pacifiste, ma hanno sempre cercato di accreditarsi come autonome e razionali. Sto parlando di BeTselem e Peace Now, che si sono prestati a fare da coretto di Zio Tom in questo ennesimo processo farsa a Israele (http://www.jpost.com/Arab-Israeli-Conflict/BTselem-Peace-Now-to-speak-to-UNSC-against-settlements-470076). Naturalmente le due ong non contano nulla, né dentro Israele, dove non hanno più il seguito né gli agganci governativi di un tempo, né fuori, proprio perché non hanno peso politico interno, anche se continuano a prendere soldi da governi e fondazioni, il che permette loro di sopravvivere. Aggiungete che BeTzelem è risultata molto compromessa, nei mesi scorsi, dallo smascheramento di un suo militante, Ezra Nawi, che fu registrato mentre si vantava di aver denunciato per far torturare e uccidere gli arabi che volevano vendere terreni a israeliani. E’ una storia molto sporca, che vi ho raccontato e documentato in due cartoline a gennaio (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=&sez=280&id=61053 e http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=61103) che ha certamente indotto ad allontanarsi dall’organizzazione chi si fosse illuso di partecipare semplicemente a un movimento pacifista leale a Israele.

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La “testimonianza” all’Onu è altrettanto grave di questo scandalo. Non solo è evidente il ruolo che esse svolgono in coordinamento con espliciti nemici di Israele, ma anche la funzionalità delle loro asserzioni al possibile piano di Obama di colpire Israele all’Onu nei due mesi e passa dopo le elezioni (8 novembre-20 gennaio), in cui non conterà nulla nella politica interna americana ma non dovrà rendere conto a nessuno e conserverà tutti gli immensi poteri del presidente degli Stati Uniti (http://www.jewishpress.com/news/breaking-news/as-btselem-peace-now-attack-settlements-us-tells-unsc-israel-sabotages-two-state-solution/2016/10/15/). Del resto, l’amministrazione americana si è detta “grata” a Betzelem per il suo spettacolino all’Onu (http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/219063). Insomma, il danno che queste due etichette fanno è grande, proprio perché fanno da sponda ai nemici di Israele e possono essere presentate dai media come “l’alternativa” a una politica di difesa della sicurezza di Israele che non è solo di Netanyahu, ma è anche dichiarata dall’opposizione. (http://www.israelhayom.com/site/newsletter_article.php?id=37185). E’ importante che chi difende Israele all’estero non nutra illusioni sull’atteggiamento delle organizzazioni “pacifiste” israeliane, non le scambi dunque per una sinistra presentabili e non abbia indulgenza per le posizioni di chi le sostiene. Perché per Israele le loro illusioni e le complicità con la delegittimazione dello stato sono un pericolo grave quanto le campagne dei terroristi.

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Ugo Volli


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90
www.jerusalemonline.com
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